16 Maggio 2004

Il primato delle 34 liste

Il primato delle 34 liste

E in 19 corrono per il posto della Bresso



Doppio slogan sulla “Pace“, il Filadelfia, un partito Codacons e uno contro l´Euro
“Misterioso“ ritiro di Sgarbi, Lupi appoggia il centrodestra e poi ha due formazioni sue
Presentati ieri simboli e nomi: domani decisione finale della Corte d´Appello

MARCO TRABUCCO

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Ci sono i partiti tradizionali, con i loro candidati forti che sperano di vincere o almeno di entrare in consiglio provinciale. Poi c´è il solito elenco di partitini: qualcuno con una storia più o meno lunga di partecipazione alle elezioni locali. Altri nati per l´occasione, spesso liste civetta costituite per «ingannare» l´elettore con nomi (e simboli) accuratamente studiati e in questo modo disturbare le due coalizioni principali.
Alla linea di partenza delle elezioni per il consiglio provinciale di Torino si sono infatti presentate ben 34 liste: un record, come quello del numero di candidati che correranno per succedere a Mercedes Bresso alla presidenza: 19. A scontrarsi per i 45 seggi in consiglio provinciale saranno oltre 1400 candidati. Era fissata per ieri alle 12 la scadenza per la presentazione delle liste all´Ufficio centrale elettorale della Corte d´Appello. Per tutta la mattinata c´è stata la consueta corsa dei partiti minori per raccogliere le firme necessarie (almeno mille) e presentare simbolo e candidati. Una corsa che si è chiusa con un piccolo giallo: la lista Sgarbi, ha deciso di ritirarsi quando già era davanti agli impiegati dell´ufficio elettorale: l´ultimo pacchetto di «firme» non era arrivato in tempo, la motivazione ufficiosa.
Se i candidati principali erano noti da tempo, (Antonio Saitta della Margherita per il centrosinistra che sarà appoggiato da 9 liste e Franco Maria Botta dell´Udc per il centrodestra, appoggiato da 5 partiti), all´ultima ora sono comparsi molti altri nomi. Nuovi e meno nuovi. Tra questi ultimi il caso più clamoroso è quello di Maurizio Lupi. Leader dei Verdi Verdi, (gli ecologisti di centrodestra, formazione ormai storica nelle elezioni torinesi) che appoggiano Botta, Lupi si candida però anche «in proprio» alla presidenza con due liste civetta: la lista Pace (con tanto di bandiera iridata nel simbolo) e quella No Inceneritore. Gli risponde Renzo Rabellino ex leghista della prima ora che si candida presidente con l´appoggio del Partito Autonomista Cristiano Europeo (il cui acronimo, guarda caso, è proprio Pace) e due liste «d´occasione», «No euro» e «Noi automobilisti». C´è poi la lista calcistica «Movimento Filadelfia», guidata dal tifoso granata Manlio Collino, mentre Denis Martucci, ex di Forza Italia, tenta il colpo con la lista Libertas-Democrazia Cristiana. Anche il simbolo è lo Scudo Crociato, ma su di lui pende il ricorso dell´Udc.
Tre le liste dei pensionati (l´Unione pensionati che appoggia Botta, i Pensionati per l´Europa e i Pensionati e Invalidi che hanno propri candidati). Poi ci sono il partito Umanista, il Ppa (Movimento politico pensiero e azione), la lista valsusina, ma non solo, No Tav. Ci sono due liste di estrema destra (la Fiamma Tricolore e Alternativa sociale per Alessandra Mussolini). C´è il partito dei consumatori del Codacons e tra quelli che possono sperare in qualche seggio, oltre alla Lega Nord (che candida alla presidenza Arturo Calligaro), i Riformisti del consigliere regionale Giancarlo Tapparo, il Patto Segni-Scognamiglio, i Democratici europei di centro e il partito Socialista-Nuovo Psi, (mentre lo Sdi appoggia Saitta). Non è detto comunque che tutte le liste presentate saranno presenti sulla scheda il 12 e 13 giugno: l´esame dell´Ufficio elettorale della Corte d´Appello (presidente Giovanni Venditelli Casoli) per verificare se tutto il materiale presentato è in regola, si concluderà solo domani. E qualche esclusione dell´ultima ora è probabile.

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