Politica elezioni e senso civico
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fonte:
- Giornale di Brescia
Politica elezioni e senso civico
Ventiquattro liste in competizione per conquistare i 20 seggi che la Circoscrizione Nord-Ovest – Valle d?Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia – esprime nel Parlamento europeo di Strasburgo. Ventisei liste, che fanno riferimento a otto candidati alla Presidenza dell?Amministrazione provinciale, a contendersi i trentasei seggi nel Consiglio provinciale in Broletto. Cinque anni fa erano diciotto e facevano riferimento a sette candidati presidenti. Alberto Cavalli, attuale presidente della Provincia sostenuto dal centrodestra, nel 1999 aveva il sostegno di sei liste, stavolta è appoggiato da sette. Allora il candidato del centrosinistra – l?attuale consigliere regionale Guido Galperti – era supportato da sei formazioni; oggi Tino Bino può contare sull?apporto di nove liste. La lunga transizione della politica verso un diverso equilibrio, connotato dalla dinamicità dell?alternanza, pare non traguardare ancora l?approdo. Anzi, il combinato del voto europeo ed amministrativo, potrebbe imprimere ulteriori scossoni. Il voto politico per eccellenza, che detterà i rapporti di forza nelle coalizioni e tra le coalizioni, è quello europeo. Le 24 liste presentate offrono alcune piste di interpretazione della situazione: il confermarsi dei soggetti protagonisti dell?ultimo decennio, con la Lega Nord che si affida alla sua diversità; la voglia di tornare che hanno talune tradizioni politiche, con le proprie insegne e l?immancabile contesa sulla titolarità delle stesse (nel caso tra Udc e Democrazia cristiana); l?inquietudine che attraversa quello che era il grande centro, oggi insofferente di una non sempre tranquilla coabitazione con quanto è al suo fianco e connota la contrapposizione tra gli schieramenti; l?aggregarsi – Uniti per l?Ulivo – ma anche il disarticolarsi – Occhetto che va con Di Pietro – della sinistra; il perdurare di liste tematiche e/o di protesta. Ma è sullo scacchiere provinciale e comunale che si palesa il rapporto più diretto tra politica e territorio bresciano. Soffermiamoci sulla Provincia. Nessuna delle 9 liste che appoggiano il candidato del centrosinistra hanno inserito nel simbolo il nome di Tino Bino, a richiamare la gelosa specificità dell?apporto di ciascuno al progetto comune. Delle sette liste che propongono Cavalli ben cinque hanno nel simbolo il nome del presidente uscente. Fanno eccezione l?Udc e il Pri-Liberal Sgarbi. Per converso con Bino si collocano tre liste che richiamano esplicitamente la parola «Civica»: La Margherita, Socialisti Sdi, Lista Civica. Anche Cavalli ha la sua Civica: Lista Cavalli. Alessandro Cè, per il quale pure si ipotizzava il contributo di una Civica, si presenta con la sua Lega Nord Padania. Bino e Cavalli – ma anche Paolo Pedersoli – hanno l?apporto di formazioni che fanno riferimento a cacciatori e o pescatori. Antonio Perini, oltre che dai suoi Socialisti Uniti per Brescia, è indicato dal Codacons Lista Consumatori. Insomma, accanto ai partiti di identità impegnati a rivendicare il loro radicamento, e a quelli di nicchia, attenti a non essere cancellati, i partiti strutturati di coalizione si muovono su due binari: marcare i loro territori elettorali e nel contempo, consapevoli che il rifiuto della politica e dei partiti è ancora esteso, cercare accordi con aggregazioni civiche. Operazione non indolore, soprattutto nei Comuni. Se in un?assemblea super controllata come un Consiglio provinciale, la guida politica rimane nelle mani delle forze politiche, nei Comuni può accadere, ed accade, che si installino comitati che, una volta eletti, non rispondono ad altri che a se stessi ed agli ambienti che li esprimono più da vicino. Questo – soprattutto se il sindaco, che ha ormai un potere molto forte e privo di reali contrappesi, è portatore di una spiccata personalità e si circonda di una Giunta a lui tributaria – è anticamera di negazione della dialettica democratica soprattutto nei Comuni, che sono la gran parte, con meno di 15mila abitanti. Se i partiti strutturati non sono loro a favorire direttamente aggregazioni civiche, le tollerano non senza disagi. Non è un mistero che nello schieramento di centrosinistra per il Broletto la Margherita ambisse ad essere il catalizzatore del voto civico, mentre si trova a fare i conti con la Civica, che raggruppa esponenti di Alleanza popolare, Repubblicani europei e del filone Civica per Corsini. Così Forza Italia non ha fatto salti di gioia nell?apprendere che avrebbe dovuto confrontarsi anche con la Lista Cavalli. Nella situazione data non tanto perché possa venire messa in discussione la leadership della politica, ma perché si cambiano i rapporti di forza interna e, conseguentemente, gli spazi nelle Giunte e negli Enti. Per la Provincia viene dato per scontato il ricorso al ballottaggio del 26-27 giugno, nel senso che, data la frammentazione delle candidature a presidente, non si ritiene che alcun candidato tagli il traguardo della maggioranza assoluta al primo turno. Allora si misurerà il nostro senso civico. Nel senso che sarà determinante il numero degli elettori che torneranno alle urne.
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