In Europa passando per una selva di simboli
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Persi per strada i Consumatori, restano in campo 22 partiti grandi, medi e mini
Un simbolo si è perso per strada, depennato perché non aveva tutte le firme di presentazione a posto: quello della Lista Consumatori-Codacons. Ma ne restano in campo la bellezza di altri ventidue, un record assoluto nella storia euro-elettorale della Circoscrizione Nord Est.
Il tabellone pubblicato qui a fianco riproduce quello che tra un mese sarà il mezzo foulard consegnato a chi andrà a votare per l?Europarlamento: la sequenza dei partiti segue l?ordine di estrazione del posto sulla scheda, come risultato a Venezia, nell?ufficio della Corte d?appello che sovrintende alle elezioni di metà giugno.
Partito per partito sono indicati i candidati scelti nel Vicentino: dalla coppia degli uscenti che ci riprovano, Lia Sartori e Sergio Berlato, a Giorgio Carollo pretendente quotatissimo, alla squadretta di aspiranti condannati a far corsa di bandiera e a sperare in impreviste sorprese. In tutto quattordici nomi, tra Vip e truppa.
Con un “buco“ nostrano particolarmente evidente tra gli Uniti nell?Ulivo, la lista pronosticata per la vittoria finale: nessun vicentino in corsa e future preferenze – suggerite da Margherita e Ds provinciali – spartite tra Enrico Letta e Giovanni Berlinguer, Paolo Costa e Donata Gottardi.
Aggiustamenti del look partitico e novità politiche varie hanno portato al ridisegno o al ritocco di 15 simboli su 22: una parolina aggiunta di qua (la “sinistra“ che Pdci e Prc esibiscono per portar via voti al listone prodiano), un richiamo trascritto di là (Forza Italia che si intitola, in piccolo, Partito popolare europeo), grappoli di sotto-simboli da altre parti (tra gli indipendentisti-autonomisti e tra la destra mussoliniana), cose mai viste (il neopartitino di Pino Rauti in lite con la Fiamma) e cose aggiornate (il Garofano socialista che ha una scritta nuova intorno, naturalmente euro-orientata).
I dati politici si leggono nelle frammentazioni a sinistra dell?Ulivo (quattro concorrenti: Prc, Pdci, Verdi, dipietristi), a destra di Alleanza nazionale (Alternativa sociale, Fiamma tricolore e Idea sociale) e in quel famoso “centro“ distinto dai Poli che a parole piace a tanti e che nessuno vota (Patto, Nuovo Psi, Pri-Liberal, Dc-Paese nuovo).
La cosa più curiosa resta il mini-partitismo di coppia: un nome illustre si unisce a un altro nome illustre, storie diverse scoprono affinità, memorie e speranze si promettono fedeltà. E l?ambizione di andare (o tornare) a Bruxelles e Strasburgo crea il miracolo del matrimonio. Le Mani pulite di Di Pietro con il fu-pugno chiuso di Occhetto. I ruderi del Partito repubblicano portati in dote da La Malfa junior a Vittorio Sgarbi. Martinazzoli e Mastella all?ombra del Campanile dell?Udeur. E poi il Patto dei liberaldemocratici che sembra subito… affollato di gente, perché i due firmatari – per fatti dinastici e anagrafici – si chiamano rispettivamente Carlo Luigi Scognamiglio Pasini e Mariotto (detto Mario) Giovanni Battista Luigi Segni.
Il 12 e il 13 giugno – urne aperte di sabato pomeriggio e per tutta la domenica – si arriverà col voto in Europa passando per questa selva di sigle, simboli e aspettative. Quattro settimane esatte per preparasi e scegliere. Sperando che, finalmente, di Europa i partiti parlino sul serio.
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