Rivolta consumatori per i pagamenti in anticipo
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fonte:
- Il Messaggero
Scoppia la guerra delle bollette dopo la decisione del giudice di pace contro l?Enel
PERUGIA – La sentenza del Giudice di pace di Perugia, che mette in discussione il sistema di fatturazione dell?Enel, apre un fronte compatto tra i consumatori. «Tale decisione segna una nuova pagina nel rapporto tra utenti e società erogatrici di servizi di pubblica utilità», fa sapere Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria. Una strada già intrapresa in passato dalle associazioni dei consumatori «e che ora si rivela l?unica vincente nei confronti di società non sempre disposte a dialogare con i cittadini».
Dalla luce all?acqua, passando per il gas, la questione sollevata nel ricorso dell?utente Enel perugino riguarda tutte le società fornitrici di utenze: la fatturazione dei consumi presunti. «È la giusta evidenza ad un problema serio – sostiene Angelo Garofalo, presidente regionale Adoc – e siccome il pagamento delle bollette e dei servizi è un obbligo dell?utente, gli enti dovrebbero attrezzarsi per la trasparenza garantendo la fatturazione solo di consumi effettivi. Far pagare in anticipo non ha alcun fondamento, è un sistema scorretto». Al di là del risarcimento danni sancito dalla sentenza, meritano attenzione le considerazioni del giudice in merito alle evidenze dell?Enel per spiegare quanto accaduto con l?utente che ha fatto ricorso. «La dettagliata esposizione che la società (l?Enel, ndr) ha effettuato sui rapporti dare/avere tra le parti – scrive il giudice Scarseggi – pone immediatamente in rilievo l?assoluta mancanza di trasparenza di trasparenza nel rapporto in esame. Le fatture inviate dall?Enel in nessuna parte fanno riferimento alle operazioni eseguite e narrate…».
Intanto, ieri l?Enel ha comunicato ufficialmente che impugnerà la sentenza emessa dal giudice di pace di Perugia precisando che «la fatturazione in acconto di consumi presunti di energia è prevista dal contratto di fornitura che il cliente sottoscrive in conformità alle delibere dell?Autorità per l?energia elettrica ed il gas».
Ma se per l?elettricità, il problema dei consumi presunti verrà evitato con i contatori elettronici (in Umbria ne sono stati sostituiti già il 60%) che consentiranno poi pagare i consumi effettivi, per gas ed acqua la questione è sempre aperta. Nel primo caso, sono soprattutto gli anziani a lamentarsi per i conguagli-shock, con il sistema di autolettura non facile da ?digerire?. A febbraio, ad esempio, una coppia di coniugi anziani si è vista arrivare una bolletta di 400 euro relativa a consumi presunti al dicembre 2003. Ma a febbraio 2004, il loro contatore segnava una cifra inferiore a quella calcolata due mesi prima dall?ente. I due anziani hanno dovuto pagare comunque in anticipo metri cubi non ancora consumati, pena la sospensione del servizio. «Sulle bollette – aggiunge Salvatore Lombardi, presidente regionale di Federconsumatori – abbiamo chiesto che i consumi fatturati riflettano il più possibile quelli reali». Il rischio è, infatti, che da una parte, se vengono fatturati acconti di importo contenuto, gli utenti si vedano arrivare conguagli-batosta. Dall?altra, acconti elevati vedono le famiglie pagare in anticipo metri cubi di acqua o gas non ancora consumati ?finanziando? gli enti e, come sostiene il giudice di pace perugino, sottraendo ?somme a disposizione dei cittadini in quanto necessarie al loro sostentamento?. «In entrambi i casi – aggiunge Lombardi – i cittadini sono danneggiati». Passando ai servizi idrici, alla questione della fatturazione presunta si aggiunge quella delle classi di consumo. «Le bollette evidenziano maggiorazioni – fa notare Carla Baldassarri del Codacons – perché è cambiata la fatturazione che nel caso di Umbria Acque ora ha cadenza quadrimestrale (prima era semestrale). Molti utenti si sono lamentati per le letture presunte: prima il sistema ?a fasce? era lo stesso per i due semestri ora invece non è chiaro». «Se le letture vengono effettuate in ritardo – aggiunge Lombardi – i metri cubi si accumulano e per quelli consumati oltre una certa fascia scattano tariffe maggiori».
Anche Telecom non sottrae gli utenti dal disagio, tra disservizi (vedi altro articolo) e poca trasparenza nella fatturazione. «È il sistema di verifica che non è corretto – fa notare Angelo Garofalo – perché la società non riconosce i contascatti ma non esiste un sistema per controllare che i consumi fatturati corrispondano a quelli reali. È come se si comprasse vino e si fosse costretti a pagare senza sapere quanti litri sono stati acquistati».
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