17 Settembre 2003

Jesi, consumi calati del 5%




La battaglia a braccia incrociate dei consumatori contro la stangata dei prezzi al rialzo proclamata per la giornata di ieri dalla Codacons e a cui hanno aderito anche le organizzazioni sindacali e la Confederazione italiana agricoltori, ha avuto un certo riscontro. E se negozi, centri commerciali e alimentari non erano ieri come il deserto dei Tartari, tuttavia i titolari e i direttori dei supermarket hanno notato un calo dell`affluenza e una “magra“ spesa nei carrelli. E il boomerang del “non comprare per salvarsi il portafogli“ ha attraversato tutti i punti vendita della città.

“In effetti soprattutto in mattinata ho notato meno gente – ha detto il direttore della Fornace, Massimiliano Aliffi – un calo generalizzato in tutti i punti vendita del centro commerciale. Certo, non è stato preoccupante, e dovendolo stimare credo fosse attorno al 5 per cento, ma comunque si è avvertito. Lo sciopero ha raccolto consensi. Staremo a vedere domani: se gli incassi sono tornati al solito livello, vuol dire che siamo punto e daccapo“.

“Un leggero calo si è registrato anche da noi – ha commentato anche la caporeparto dei “generi vari“ della Coop Adriatica del Gallodoro – non è stato di forte entità, ma c`è stato. Pochi clienti soprattutto in mattinata, e con i carrelli della spesa semi-vuoti. Lo sciopero indetto per ieri ha sortito un buon effetto tra gli jesini“.

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