In 26 milioni aderiscono allo sciopero
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fonte:
- Il Gazzettino
Ventisei milioni di persone. Sono quelle che, ieri, non hanno preso il cappuccino al bar, non hanno usato il telefonino, non sono andate al cinema, non hanno comperato le sigarette, non hanno spinto il carrello al supermercato o comunque non hanno fatto un acquisto, rimandandolo magari al giorno dopo o rinunciandovi proprio. È così che queste italiani hanno dato grande soddisfazione all`Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) e un bello schiaffone in faccia ai commercianti, difesi a spada tratta dal presidente della Confcommercio, Sergio Billé, convinto che siano ben altre le cause del carovita e che la protesta sia legittima ma rivolta al destinatario sbagliato, perché i prezzi aumentano alla produzione e non al dettaglio.
Ieri, dunque, è stato il giorno dello sciopero del consumatore per dire basta ai rincari pazzi, basta ai prezzi che sembrano andare in skilift. Ma, secondo il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, bisognerebbe scioperare ogni giorno, contro i «furbi», cioè contro quei commercianti che, senza una ragione al mondo, gonfiano i prezzi di magliette, zucchine, pizze margherite.
Naturalmente il giorno della protesta del non consumatore è anche occasione ghiotta per parlare di ciò che si potrebbe e si dovrebbe fare. L`Intesa chiede incontri e tavoli di trattativa con il governo e ha un mucchio di proposte: istituzione di un`autorità nazionale dei prezzi, convocazione delle Associazioni dei consumatori in vista della finanziaria, moratoria per un anno delle tariffe dei servizi pubblici a carattere nazionale e locale e sull`imposizione fiscale ai Comuni, creazione di osservatori locali per prezzi e tariffe, sanzioni in caso di eccessivo rialzo dei prezzi e agevolazioni per i piccoli esercizi commerciali facilitando i gruppi di acquisto. È poi necessario cambiare il paniere dell`Istat, tenere sotto controllo l`Rc auto, stabilire un bonus fiscale per le famiglie meno abbienti, aprire il mercato e colpire i monopoli (ad esempio quello dell`Enel): E così via. Tutte iniziative sacrosante. Marzano dichiara che sono già previsti incontri e tavoli di discussione tra le categorie, ma assicura che non occorrono leggi speciali per contenere i rincari. «Basta scioperare contro i furbi, e premiare gli onesti», dice il ministro.
Comunque, ieri, il caroeuro è stato al centro dell`attenzione ed è già qualcosa. Nei mercati rionali, di fronte ai supermercati, davanti a bar e ristoranti, gli uomini delle tante associazioni dei consumatori catechizzavano i passanti. Alcuni non sapevano neppure che c`era lo sciopero, ma tutti coglievano la palla al balzo per sparare contro l`euro che, oramai – lo ripetono in tanti – vale mille lire, altroché duemila. Fausto Bertinotti, leader di Rifondazione, lo ha detto benissimo: «Si campa con gli stipendi in lire e le spese in euro». Davanti a Montecitorio, sit in dell`Intesa per chiedere attenzione e provvedimenti ad hoc. C`era anche l`Adiconsum, solidale, ma non attiva. Tra i manifestanti, qualche politico. C`era Francesco Rutelli, leader della Margherita, Livia Turco (Ds), il verde Alfonso Pecoraro Scanio.
Per il Movimento dei consumatori, però, «lo sciopero degli acquisti lascia il tempo che trova» e sarebbe meglio «fare lo sciopero dei consumi. Quando? Il giorno del compleanno del premier». Il segretario nazionale del Movimento, Miano, spiega: «Vogliamo che, in una catena economica quale quella che va dal produttore al grossista fino appunto al consumatore, sia quest`ultimo l`attore più importante. Quindi bisogna rendere il consumatore conscio del suo potere. Un potere che può esercitare facilmente se si unisce ad altri consumatori, avvicinandosi ad una qualsiasi associazione di consumatori e facendo così pesare la sua capacità di spesa».
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