17 Settembre 2003

Torniamo al prezzo contenuto

Ortofrutta, secondo Coldiretti e associazioni ricarichi fino al 400%.
Torniamo al prezzo contenuto








PERUGIA – Aspettando tavoli di concertazione, Osservatori che funzionino e indici rappresentativi del reale andamento del costo della vita, per difendere i bilanci delle famiglie scendono in campo le massaie 007. Una sorta di cavalleria che sorpassa in corsa istituzioni e associazioni, ma anche polemiche e promesse. Un esercito di signore “armate“ di bloc notes e matita in giro per i mercati delle città per annotare prezzi e caratteristiche dei prodotti. A cominciare da frutta e verdura. «Siamo stanche di essere prese in giro – afferma la signora Delia – e ora cominciamo a scrivere per vedere dove conviene acquistare». Sono proprio loro ad aver accolto con entusiasmo l`iniziativa di Coldiretti di comparire su due importanti piazze della regione con veri e propri banchi dell`ortofrutta. A Perugia ed a Foligno è stato così possibile constatare che alla produzione le pesche bianche costano 80 cent, le zucchine 40, i fagiolini 55. «Non avendo nulla da nascondere – sostiene Francesco Lisi, direttore regionale di Coldiretti – abbiamo portato produttori e prodotti in piazza in modo che i consumatori, vedendo le nostre quotazioni, possano fare i dovuti paragoni, vedere cosa succede nella filiera e come i prezzi lievitano. In modo che ciascuno possa assumersi le sue responsabilità». Non c`è sempre il maltempo dietro le impennate subite dall`ortofrutta e i dati dell`osservatorio Ismea conferma le ambiguità del sistema distributivo. «Nella catena mancano efficienza e razionalità», aggiunge Lisi. «É un problema strutturale che deriva dai troppi passaggi che i prodotti subiscono. Servono tecnologie e logistica più efficienti». Distribuzione più snella e aggregazione dei produttori potrebbero salvare le massaie dal salasso, in un contesto nel quale i produttori si avvicinerebbero ai consumatori finali riducendo costi di stoccaggio, trasporto ed intermediazione, e preparando il terreno per listini al dettaglio meno “ingombranti“. «Su certi prodotti i ricarichi dei negozianti sono del 400% – fa notare Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e l`iniziativa di Coldiretti evidenzia tale discrepanza confermando che il caro ortofrutta non è colpa di freddo o siccità. Capiamo che le quantità possano diminuire in certi casi, ma non in modo tale da giustificare i prezzi praticati al dettaglio». Per la cronaca, le zucchine che gli agricoltori umbri ieri quotavano 35-40 cent, al supermercato costavano da 2,40 a 2,99 euro al chilo. «É la conferma di quanto stiamo denunciando da mesi – fa notare Rodolfo La Sala, segretario regionale di Adiconsum – ed in questo caso crediamo che i consumatori sapranno trarre le loro conclusioni». E durante i due sit in organizzati a Perugia ed a Foligno, molte signore si sono presentate munite di carta e penna per annotare i prezzi all`origine e, già da oggi, fare un confronto in più. «Tutte le mattine vado al mercato – racconta una delle massaie 007 – ed ora ho un elemento in più per capire chi è più onesto».
Lo sciopero del consumo è servito anche a mettere in luce i dubbi di un sistema di prezzi non sempre trasparente (non solo per l`ortofrutta) cui i consumatori sono stati chiamati a rispondere non acquistando cose superflue e rimandando spese importanti. «Siamo soddisfatti delle adesioni ricevute alle due manifestazioni – fa sapere Salvatore Lombardi, presidente regionale di Federconsumatori – e considerando le astensioni globali e parziali (chi ha comprato solo l`essenziale) stimiamo un`adesione allo sciopero del consumo superiore al 50%». Tale stima viene “sconfessata“ dalla Confcommercio che alle 15, scontrini alla mano, ha valutato il calo di vendite di negozi e bar della provincia di Perugia del 10%-15%.
Difficile, invece, fornire subito una stima sul black out energetico sul quale oggi, il Coordinamento dei consumatori diramerà valutazioni ufficiali. Nei giorni scorsi, infatti, le nove associazioni dei consumatori impegnate nelle iniziative contro il caro vita, avevano esortato i cittadini a contenere i consumi di acqua, luce, gas, telefono, autostrade, mezzi pubblici, per contestare l`aumento indiscriminato di tariffe locali e nazionali. Mentre l`Adusbef, per voce del rappresentante umbro, Severo Ottaviani, invita a riflettere anche sulle reali condizioni di certi contratti bancari, finanziari e assicurativi: «Settori dove in Italia c`è ancora molta strada da fare in tema di informazione e trasparenza».
La “battaglia“ contro il caro vita è ormai “totale“ ed è per questo che slogan, striscioni e bandiere ieri sono state agitate contro il Governo centrale e le amministrazioni locali che non fanno abbastanza per tutelare il potere d`acquisto delle famiglie. Questo non significa che la caccia ai furbi di “cartellino selvaggio“ si arresterà. In tema di prezzi, però, la vera “minaccia“ per negozi, grandi magazzini e supermercati, più che dallo sciopero del consumo arriverà dalle massaie 007; la nuova frontiera del consumatore intelligente, capace di selezionare e, nel caso, snobbare, acquisti e commercianti.


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