Sciopero della spesa, adesioni in Trentino
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fonte:
- Alto Adige
Sciopero della spesa, adesioni in Trentino
Nella giornata di ieri niente acquisti contro l´aumento dei prezzi
Meccanismo noto quanto semplice: per un giorno niente acquisti. Nemmeno un pacchetto di caramelle o un caffè al bar. Motivo: l´aumento dei prezzi, che le associazioni dei consumatori aderenti alla protesta ritengono indiscriminato.
Così anche il Trentino ieri ha aderito allo «sciopero della spesa», promosso da Intesa dei Consumatori, di cui fanno parte Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori.
Alla manifestazione hanno aderito anche Adiconsum, Cgil, Cisl e Uil.
Nella mattinata di ieri è stato allestito in piazza Pasi un piccolo presidio, con distribuzione di materiale informativo: «Secondo l´Istat – spiega Pasquale De Matthaeis, di Federconsumatori e Codacons – il tasso di inflazione corrisponde al 2,8%.
Ma per noi è molto piú alto. Adesso, con l´inizio dell´anno scolastico, prodotti richiesti come penne, zaini e quaderni hanno subito aumenti notevoli, intorno al 10%».
Tra gli aumenti piú contestati ci sono anche quelli dei generi alimentari di prima necessità, come pane e frutta: «La produzione di mele, che è ancora quella dell´anno scorso – continua De Matthaeis – non ha subito effetti negativi causati dalla siccità. Eppure il prezzo delle mele è salito, senza ragione.
La nostra battaglia non è contro i commercianti, ma contro i furbi».
L´adesione dei trentini? «Qui da noi c´è stata una diminuzione del 30-35% degli acquisti – spiega De Matthaeis – a livello nazionale circa 50%. Si tratta di dare un segnale importante in maniera facile e poco costosa.
Per aderire è sufficiente organizzarsi un po´, magari facendo la spesa il giorno prima. Al presidio di piazza Pasi si sono fermate diverse persone, per raccogliere i volantini o per discutere.
Ho notato che, ad esempio, i consumatori si accorgono delle differenze di prezzo fra supermercati. E hanno capito che, orientando gli acquisti dove costa meno, possono tenere sotto controllo la situazione.
Tra le cause degli aumenti, la principale è l´euro: mentre in altri Stati il passaggio alla nuova moneta è stato tenuto sotto controllo, in Italia c´è stata quasi ovunque l´equazione 1000 lire=1 euro. E ora bisogna intervenire».
Intesa dei Consumatori ha intenzione di sottoporre al Governo una serie di proposte; fra queste un bonus fiscale di 1500 euro per redditi fino a 15.000 euro, la defiscalizzazione dei carburanti, il controllo immediato di prezzi e tariffe (a partire dall´assicurazione auto), un migliore funzionamento della concorrenza, la diminuzione dell´Iva sul gas, l´eliminazione dei ticket sulle medicine, il mantenimento del tasso dei mutui agevolati sotto al tasso d´usura (8%).
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