Il 35% dei battipagliesi ha aderito alla protesta
-
fonte:
- La Città
Il 35% dei battipagliesi ha aderito alla protesta
Il 35% dei battipagliesi ha aderito allo sciopero nazionale dei consumatori. Otto negozi su dieci hanno notato il calo di venditegià nelle prime ore del mattino di ieri. Coloro che hanno fatto a meno di effettuare acquisti sono stati, per di più, persone tra i 25 e i 45 anni. Mentre, di gran lunga inferiore, il numero di consumatori più anziani, che non essendo a conoscenza dell`iniziativa, hanno continuato a comprare generi di prima necessità. A subire il maggior calo di vendite, sono stati soprattutto i negozi di alimentari, anche se a non rinunciare al pane fresco ed al latte di giornata sono stati in molti. Meno affollate del solito, anche le bancarelle del mercatino. Nessun calo, per le farmacie, stracolme come sempre soprattutto di mattina, e per le cartolerie, all`interno delle quali, gli studenti, ai primi giorni di scuola, hanno continuato a fare man bassa di quaderni, libri e diari. Macellerie e fruttivendoli i più disertati. Un calo pari all`80% è avvenuto per i negozi di abbigliamento, di giocattoli e beni non di prima necessità. Intanto, mentre i battipagliesi, seppur in minima percentuale, hanno inteso partecipare attivamente alla giornata nazionale dello sciopero dei consumatori contro il caro vita indetto da Federconsumatori, Codacons, Adusbef, Adoc, ecc., non da meno sono state alcune associazioni ambientaliste battipagliesi, tra cui Legambiente Circolo Silaris, presieduta da Rosanna Attanasio, che hanno partecipato al presidio, nello spazio antistante la Prefettura. «Comprare frutta o carne è divenuto, oramai un lusso che non posso concedermi spesso -commenta Antonietta Rocco, pensionata battipagliese – Non bastava il minimo della pensione a mortificarmi, ancora di più ci mancava l`arrivo dell`euro e la continua speculazione che fatto sui generi di prima necessità». «Tutto è raddoppiato. Possibile che nessuno riesce a far niente contro prezzi tanto lievitati. 10.000 lire non possono trasformarsi con enorme sfacciataggine del rivenditore in 10 euro», aggiunge Cristina Cornidoro, casalinga. «Andare a lavoro ora, mi costa quasi la metà dello stipendio. Non è possibile sopravvivere a lungo così – conclude Ettore Giannattasio, impiegato dell`Inps – i consumatori sono in ginocchio».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
