17 Settembre 2003

PROTESTA DEI CONSUMATORI



Per Federconsumatori e Codacons lo sciopero della spesa anche il provincia di Benevento è stato un successo. La Federconsumatori parla di un?adesione generale del 40 per cento con gli alimentari che si sono attestati intorno al 30per cento e con il picco del 60 per cento registrato nell?abbigliamento, mentre secondo i dati del Codacons i «non consumatori» sono stati tra il venti e il trenta per cento. Soddisfatto dello sciopero della spesa, infatti, il segretario provinciale della Federconsumatori, Giuseppe Orlando.
«Lo sciopero della spesa ha riscosso buoni risultati anche in provincia di Benevento dove l?astensione, sia nel capoluogo che nei centri della provincia che sono stati monitorati dagli ispettori volontari che in forma anonima si sono presenti nei veri esercizi commerciali, è stata notevole soprattutto per quanto concerne alcuni generi alimentari di largo consumo. In questo settore sono stati acquistati solo i beni essenziali come il pane, il latte e la pasta, mentre per le derrate non essenziali vi è stato un notevole calo rispetto alle medie dei giorni scorsi. Questo è avvenuto sia nei piccoli esercizi che nella grande distribuzione».
Anche il presidente provinciale della Codacons, Maurizio Zeoli, si è dichiarato ampiamente soddisfatto dello sciopero della spese.
«Il secondo esperimento di sciopero dei consumatori nel Sannio ha avuto un rilevante successo. Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte sia di associati che di non associati di adesione all?iniziativa e, quindi, in sostanza, l`associazione si dichiara soddisfatta. La forza dell?associazionismo è stata, quindi, colta dai consumatori. In occasione dello sciopero hanno ?lavorato? numerosi collaboratori volontari dell`associazione che hanno riferito che l?adesione dello sciopero si è incentrata tra il venti e il trenta per cento».
Di tutt?altra impronta, invece, le dichiarazioni del dirigente provinciale della Confcommercio, Rino De Girolamo. «Dalle prime informazioni assunte presso i nostri associati lo sciopero della spesa si è dimostrato un vero e proprio fallimento. Del resto se ci sono stati aumenti questi non sono certamente da addebitare alla categoria dei commercianti che hanno agito e agiscono nella massima trasparenza senza dare luogo ad alcun tipo di speculazioni. Se vi sono stati rincari oltre il previsto, le colpe vanno ricercate altrove».

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