Il 36% non ha acquistato
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fonte:
- La Sicilia.it
Il 36% non ha acquistato
La cittadinanza ha risposto in maniera positiva. Lo sciopero nazionale dei consumatori indetto ieri dalle associazioni del settore, per protestare contro «l`aumento indiscriminato dei prezzi», ha fatto registrare nella provincia di Trapani il 36 per cento di adesioni. Un dato confortante, considerato che la sede del Codacons, in piazza Gian Giacomo Ciaccio Montalto, è attiva soltanto da sei mesi.
«Un ottimo risultato – ha detto l`avvocato Carlo Sammartano, responsabile provinciale dell`associazione a tutela dei consumatori – anche perchè qui a Trapani non abbiamo effettuato una massiccia campagna pubblicitaria come è avvenuto nelle grandi città. La nostra sede, infatti, è ancora in fase organizzativa».
In Sicilia, secondo i dati diffusi dal Codacons regionale, ha aderito alla protesta il 40 per cento dei consumatori. Sono stati circa 2.400.000 i siciliani che si sono astenuti dall`effettuare almeno un acquisto. Le punte più alte di adesione a Palermo (52 per cento), seguita da Catania (48 per cento) e Messina (42 per cento). Grande soddisfazione è stata espressa da Francesco Tanasi, vice presidente nazionale del Codacons. Le categorie commerciali più colpite sono state i supermercati, i negozi di abbigliamento ed intimo e quelli di calzature. In questi ultimi l`assenza dei consumatori è stata più massiccia rispetto ai negozi di generi alimentari. Le rilevazioni sono state effettuate, oltre che dal Codacons, anche dalle altre principali associazioni del settore: Adusbef, Federconsumatori ed Adoc, che hanno monitorato l`afflusso medio di consumatori negli esercizi commerciali, confrontandolo con quello dei giorni 9, 10 ed 11 settembre.
«Si è trattata comunque di un`iniziativa di immagine – ha detto ancora Carlo Sammartano – perchè l`obiettivo dell`associazione era quello di richiamare l`attenzione della gente». «Ben più importante e concreta sarà la prossima azione del Codacons che sarà portata avanti anche a livello provinciale. Ci proponiamo infatti di scrivere ai sindaci per sollecitare un maggiore controllo della Legge nazionale 80 del 2000 e della Legge regionale 28 del 1999, relative alla pubblicità sui prezzi. La merce esposta al pubblico in un esercizio commerciale deve avere indicazioni precise riguardo ai costi». Un`ispezione che sarà condotta dagli Enti Locali in collaborazione con gli ispettori regionali del Codacons. «Queste normative – afferma l`avv. Sammartano – spesso e volentieri sono praticamente ignorate dagli esercenti. Invitiamo quindi le amministrazioni ad effettuate maggiori controlli ed intervenire in caso di mancato rispetto della legge. In merito sono previste sanzioni piuttosto esose».
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