17 Settembre 2003

Supermercati e bar, passa la grande paura

Supermercati e bar, passa la grande paura
LO SCIOPERO DEI CONSUMI




«Tre carote duemila lire!», protesta Adelmo Franceschini all`uscita da un fruttivendolo in via della Scala. «Da quando c?è l`euro, costa tutto il doppio». Sullo sciopero è d`accordo, ma si allontana con un ragionevole: «Devo pur mangiare». Attilio Quintiè, il titolare, scuote la testa: «Poca roba oggi. I clienti sono stati il 65 % in meno del solito». L?esito dello sciopero della spesa proclamato dalle associazioni dei consumatori (Codacons, Adusbef, Adoc, Federconsumatori) è contraddittorio. Da «Ruggeri», un alimentari a Campo de? Fiori, il titolare conferma un calo del 20% Marino Lorenzetti, presidente del mercato Trionfale di Prati, la pensa diversamente: «Oggi è stato un martedì normale, la gente è diminuita da quando i prezzi sono aumentati e non per colpa dello sciopero». Al supermercato «Sma» in piazza Re di Roma assicurano: «Qui sostanzialmente lo sciopero ha funzionato. C?è stato un 20, 30 % di clienti in meno».
Al mercato Metronio di San Giovanni, tutti hanno voglia di dire la loro. Vanda Savelloni dal suo banco della frutta osserva: «Considerato che oggi è martedì, avremmo dovuto lavorare un pò di più per via del pesce, invece c?è stato un calo». Anche Giuseppe Pittolis si sfoga: «Non lo vede? Di sei chili di sogliole, ne sono rimasti tre. Il calo è stato del 50%. È avanzato tutto il pesce: orate, spigole, il salmone non l?abbiamo nemmeno tagliato!».
Ma Cesare Pambianchi, presidente della Confcommercio, sostiene il fallimento dell?iniziativa dell?intesa dei consumatori: «Il monitoraggio sulle nostre imprese associate ha rilevato che non vi è stata una contrazione generale degli acquisti». Al supermercato «Dìperdì» in via Vittoria, una coppia si giustifica: «Sì, sappiamo che c?è lo sciopero, ma siamo tornati oggi dalle vacanze, per cui se vogliamo mangiare….».

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