«Boicottiamo il caro prezzi»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
PESARO ? «Se nel 2002 ben il 32% dei pesaresi aveva aderito allo sciopero della spesa indetto dalle associazioni, abbiamo buoni motivi per credere che oggi, vista la gravità della situazione, la partecipazione all`iniziativa sarà più che mai numerosa».
Lo preannunciava, ieri, il responsabile regionale di Adusbef Floro Bisello, dal presidio che le associazioni aderenti al cartello «Intesa dei Consumatori», tra cui figurano Codacons, Federconsumatori e Adoc, avevano organizzato in piazza del Popolo per incontrare i cittadini e spiegare le motivazioni di questo rinnovato invito al boicotaggio.
Voci nel deserto? Non parrebbe, stando almeno alle prime rilevazioni (un terzo in meno di acquisti) e ai primi commenti a caldo dei passanti: «Non farò compere oggi ? spiega Ilaria Bartolucci ? per protestare contro gli aumenti di prezzo. Mi sono organizzata, ho comperato ieri tutto quello che mi serviva, in modo da poter aderire pienamente all`iniziativa». «Ho comperato solo il pane e il latte, evitando il superfluo ? afferma Mario Sperandio, pensionato ?. D`altronde non si può negare che sia aumentato praticamente tutto, fuorché le nostre pensioni». «Magari non servirà a molto ? gli fa eco Vittorio Ribaldi, anche lui pensionato ?, ma cos`altro possiamo fare? Speriamo che in questo modo qualcosa cominci a muoversi».
Più cauto il sindaco Oriano Giovanelli, che alla domanda se aderirà allo sciopero preferisce glissare, dicendo: «Questa forma di protesta testimonia che quello dei prezzi è un problema serio, che però dipende dalla gravissima situazione economica in cui versa il nostro Paese, e non certo dalle scelte dei singoli commercianti. Perciò l`appoggio solo in quanto richiama l`attenzione su una forte problematica italiana».
In questo senso il sindaco è perfettamente in linea con le associazioni promotrici: «Non siamo contro i commercianti, la nostra è una protesta su più livelli ? spiega Sergio Schiaroli, per la Federconsumatori ?: contro il governo, perché compia una decisa inversione di rotta in tema di politica economica e liberi il Paese dalla recessione in cui versa; contro gli amministratori locali, perché aumentino i controlli sui prezzi e accolgano i nostri suggerimenti; infine contro chi ha speculato sui prezzi. Noi non colpevolizziamo i piccoli commercianti: innanzi tutto perché la nostra iniziativa colpisce anche le grandi distribuzioni, e poi perché riteniamo che sia giusto ed utile anche a loro denunciare chi si approfitta della situazione applicando aumenti sconsiderati e danneggiando i lavoratori onesti».
Nel mirino anche l`Istat: «Non ci sembrano veritiere le loro rilevazioni ? afferma Roberto Pierelli, dell`Adoc ?, specie se le confrontiamo con gli ultimi dati relativi agli aumenti, su base nazionale, di alcuni generi di prima necessità. È assolutamente necessario che l`Istat riveda il paniere e accolga i nostri suggerimenti: a questo proposito, sembra che qualcosa si stia già muovendo: mi risulta che l`Istat stia cominciando a giudicare fondate le nostre accuse».
Tra le richieste più significative c`è la concessione di un bonus fiscale immediatamente spendibile di 1500 euro per tutti i redditi fino a 15.000 euro; l`abbassamento del costo della benzina; il controllo su prezzi e tariffe, in particolare per quanto riguarda le assicurazioni; la diminuzione dell`Iva sul gas per uso domestico; l`abbassamento dell`interesse dei mutui agevolati sotto il tasso d`usura (circa il 7%) e l`eliminazione dei ticket sulle medicine con ripristino del vecchio prontuario farmaceutico.
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