Niente spesa, è guerra di cifre
-
fonte:
- Libertà
Sciopero contro il caro-prezzi, i ?banchi? della Coldiretti
Milano – Gli organizzatori esultano. «Lo sciopero della spesa è riuscito», dicono. E mettono sul tavolo una serie di cifre che, comunque, è difficile verificare. Dice l`Intesa dei consumatori che il 47% degli italiani ha aderito allo «sciopero» contro il caro-prezzi.
In pratica oltre 26 milioni di cittadini – spiegano Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – si sono astenuti, ieri, dal fare almeno un acquisto. L`adesione sarebbe stata del 38% a Roma e Milano, del 36% a Firenze, del 48% a Bari e Catania, del 52% a Palermo e Cesena, del 41% a Torino, del 40% a Bologna. Ma proprio l`Ascom (l`associazione dei commercianti) del capoluogo emiliano incalza: «I bolognesi hanno scelto di non aderire. Non rileviamo alcuna flessione nelle vendite».
A Roma, invece, un lieve calo è stato registrato nei supermercati, ma alle bancarelle dei mercati rionali la giornata è andata avanti come le altre. I commenti che si possono raccogliere sono i più diversi. «Da noi – dice un macellaio con un banco al mercato – si viene per risparmiare. La gente ha capito che non abbiamo colpe di questa situazione». Lo stesso è avvenuto a Palermo dove c`è stato un calo delle vendite, ma non così accentuato come sventolato dall`Intesa.
A farne le spese, comunque, è stata soprattutto la grande distribuzione, mentre i venditori ambulanti e i piccoli negozi quasi non si sono accorti dello «sciopero». A sostegno dello sciopero ecco i sindacati. La Cisl dice che «lo sciopero della spesa le famiglie anziane lo fanno già ogni giorno e sempre più duro da un anno all`altro. Ma purtroppo è uno sciopero di costrizione, non volontario». «Negli ultimi cinque anni le pensioni hanno perso il 10% del loro potere d`acquisto», dice Antonio Uda, segretario dei pensionati-Cisl. Ancora più drastico il calcolo fatto dalla Fip-Cisal: «I rincari sono di gran lunga superiori agli indici Istat, la perdita secca del potere d`acquisto è stata del 40%».
Sui prezzi scendono in campo gli agricoltori. Ieri nelle maggiori città la Coldiretti ha organizzato piccoli banchi dove, però, sono stati venduti decine di quintali di frutta e verdura. Sui prodotti c`era l`etichetta con il prezzo pagato al produttore, e chi ha comprato si è potuto rendere conto delle differenze (a volte enormi) che si riscontrano con i prezzi di vendita nei supermercati.
Non tutte le organizzazioni dei consumatori, comunque, hanno aderito. L`associazione Altroconsumo ha definito «demagogico» lo sciopero e ha spiegato che «bisogna saper scegliere» se è vero che si possono risparmiare fino a 121 euro per un telefonino e oltre mille euro per un`assicurazione auto di un nuovo patentato. Gli organizzatori dello sciopero, finita la manifestazione, alzano la voce: vogliamo incontrare il governo e le associazioni di categoria per trovare una soluzione alla corsa dei prezzi.
La Confcommercio ha già risposto: «La protesta è più che legittima, ma se è rivolta contro i commercianti allora avete sbagliato indirizzo». Tre, per l`organizzazione di Sergio Billè, i motivi dei rincari: la mancanza di un libero mercato, l`irrefrenabile aumento delle tariffe e delle imposte locali e l`aumento a raffica dei prezzi alla produzione nel settore agroalimentare, ma anche dei listini dei prodotti non alimentari.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
-
Tags: aumenti, Inflazione, intesa, Prezzi, Sciopero
