Le associazioni ricorrono al Tar: illegittimi i dati Istat
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fonte:
- Corriere della Sera
Consumatori in sciopero
Ad agosto prezzi saliti del 2,8%. Oggi blocco della spesa
Le associazioni ricorrono al Tar: illegittimi i dati Istat
MILANO – Adesso c?è anche la conferma ufficiale: in agosto l?inflazione è cresciuta del 2,8% rispetto allo stesso mese dell?anno scorso. Lo dice l?Istat, l?istituto centrale di statistica. E contro questo carovita che non vuole proprio saperne di scendere, che oltretutto nella realtà si presenta spesso con incrementi ben superiori ai dati ufficiali, e che mese dopo mese erode sempre più il potere d?acquisto di salari e pensioni, questa mattina scatterà la protesta dei consumatori. Sarà il terzo «sciopero della spesa».
STOP ALLA SPESA – All?insegna della parola d?ordine «non comprare», almeno 30 milioni di persone oggi dovrebbero rimandare ogni forma di acquisto, provocando all?intero sistema del commercio un danno stimato nell?ordine di 300 milioni di euro. Questo almeno l?obiettivo dell?Intesa dei consumatori (che riunisce Codacons, Adusbef, Adoc e Federconsumatori), che ha lanciato la protesta.
In due anni, secondo le stime dell?Intesa, i redditi degli italiani sono stati falcidiati di circa 2.800 euro tra rincari dei generi alimentari, delle assicurazioni per l?auto, dei servizi bancari e dei prodotti di più largo consumo. Uno stillicidio che non corrisponde però alle rilevazioni mensili dell?Istat. Tanto da spingere le associazioni dell?Intesa a denunciare l?Istituto di statistica al Tar del Lazio, per chiedere l?annullamento dei dati diffusi per l?inflazione di agosto. Dati, dicono le associazioni, «affetti da illegittimità per eccesso di potere, per la scelta dei beni inseriti nel paniere».
CONSUMATORI DIVISI – Allo sciopero hanno dato l?adesione anche i produttori agricoli rappresentati dalla Cia e dalla Coldiretti, i Verdi, che parteciperanno al presidio organizzato dall`Intesa davanti al Parlamento in piazza Montecitorio, e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, Confsal e Fabi che accusano il governo di essere il principale responsabile dell?inflazione. Ma ad essere divise più che mai sono proprio le associazioni dei consumatori. I nuovi «Consumatori indipendenti» (che raggruppa Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori), nati dalla scissione della «Coalizione dei consumatori», hanno organizzato per questa mattina una protesta autonoma davanti alla sede di Confcommercio. Le cinque associazioni hanno deciso di puntare, anziché sullo sciopero indiscriminato della spesa, su un boicottaggio mirato e continuato, bocciando le iniziative per calmierare i prezzi annunciate dalla Confesercenti in accordo con l?Intesa dei consumatori. E ancora diversa è la posizione dell?Adiconsum, che ha proclamato una giornata di mobilitazione, senza però aderire direttamente allo sciopero dell?Intesa.
IL CALMIERE – Secondo Gustavo Ghidini, presidente onorario del Movimento consumatori, il preannunciato «sciopero dei consumatori», presenta un lato positivo, ma anche molti aspetti problematici: «E? giusto lanciare un segnale forte, come sveglia, come scatto di giusta insofferenza, contro un aumento del costo della vita che sta diventando un fattore di crescente malessere. Giusto, quindi, esprimere questo malessere, anzi questa rabbia, per un fenomeno che ovviamente colpisce soprattutto i meno abbienti. Ma oltre la protesta, occorre insistere su proposte adeguate, e portarle nelle sedi competenti, sino al Parlamento e al governo perché vengano avviate appropriate iniziative». E quali potrebbero essere?
«Di certo non calmieri illusori e impossibili da gestire, bensì misure coerenti con un funzionamento ottimale del mercato – risponde Ghidini -. Per esempio: la promozione di una effettiva trasparenza dei prezzi e al tempo stesso incentivare la concorrenza sul mercato; la vivacizzazione della concorrenza tra forme distributive, eliminando gli ostacoli che vengono frapposti allo sviluppo, soprattutto al Centro e al Sud, della distribuzione organizzata; l?attivazione di interventi di sostegno, fiscale e creditizio, ai piccoli commercianti, per sviluppare iniziative come quella dei gruppi di acquisto collettivi; l?abolizione di restrizioni temporali e vincoli amministrativi rispetto alle vendite a prezzi fortemente ribassati, restrizioni tanto più paradossali in quanto accompagnate dall?assenza di alcun limite anche ai più forti rincari».
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