16 Settembre 2003

Multe e autovelox, in arrivo una stangata

Multe e autovelox, in arrivo una stangata
Inviate a casa oltre 1200 contravvenzioni Le «tv» in funzione su 24 strade. Le associazioni dei consumatori: gli automobilisti devono essere avvertiti con cartelli, impugneremo tutte le contestazioni






Brutte sorprese. In arrivo per posta. Sono 1.255 le multe per eccesso di velocità che stanno per essere recapitate a casa dei milanesi. E nessun superpotere potrà evitarle. A tremare devono essere gli automobilisti che in estate, complice lo scarso traffico, hanno avuto il piede pesante sulle strade a scorrimento veloce della città. Tra piazze, vie e viali sono ventiquattro i punti in cui, a partire da luglio, si è spalancato l?occhio dell?autovelox. «La vera novità è che su queste strade l?infrazione non va contestata subito – spiega Emiliano Bezzon, direttore del settore operativo della Polizia municipale -: l?automobilista che supera il limite di velocità previsto non deve essere fermato». Questo in forza di un decreto emesso a metà giugno dal prefetto, Bruno Ferrante, che ha autorizzato gli organi di polizia stradale a posizionare l?autovelox in diverse vie ad alto tasso di incidentalità. In queste strade, specifica il decreto, non è necessaria la contestazione immediata. Di qui le costose sorprese degli ultimi giorni. «La notifica in genere arriva 40, 60 giorni dopo l?infrazione», precisa Bezzon. Che aggiunge: «Quest?elenco di vie ha radici profonde: sono anni che la polizia lavora per individuare i punti più pericolosi della città».
E ora il libro nero di Milano è scritto: una mappa che tra le altre comprende via Belgioioso, via Ripamonti, piazza Maggi, via Palmanova e viale Zara. Questo è solo l?ultimo colpo per gli automobilisti milanesi. La vita è diventata particolarmente dura da aprile 2002. Da quando cioè è stata decisa l?installazione di telecamere, per corsie preferenziali, zone a traffico limitato e incroci pericolosi, e, per la velocità, di autovelox. Postazioni mobili, ossia a seconda dei giorni e dell?ora spostate in diversi punti della città, e sempre sorvegliate da un gruppo di agenti. Gli autovelox in funzione prima dell?estate sono nei fatti uguali a quelli «nuovi», ma seguono regole diverse. Per i primi infatti vale la regola generale introdotta con il nuovo codice della strada: la contestazione della multa va fatta solo se «possibile». Vuol dire che gli agenti devono cercare di fermare chi corre troppo per notificargli la contravvenzione. Se non lo fanno sono tenuti a spiegare il perché. «Questo capita di norma quando gli agenti di turno sono tutti contemporaneamente impegnati e l?autovelox fotografa un altro trasgressore», spiega Bezzon. Per quelli nuovi la contestazione non è mai immediata.
Le «sorprese» non sono ancora arrivate a destinazione e già hanno sollevato polemiche. A promettere battaglia sono le associazioni dei consumatori. «Impugneremo tutte le nuove multe perché gli autovelox non sono segnalati». Marco Donzelli, presidente del Codacons, non ha dubbi: «La legge dice che l?automobilista deve essere avvisato della presenza di autovelox. Servirebbero cartelli ben visibili collocati cinquanta metri prima dell?apparecchiatura, proprio come avviene in autostrada». Il motivo? «Dare a chi guida la possibilità di rallentare – aggiunge – non per prendere una multa in meno, ma per rispettare la ratio della norma che mira ad ottenere una maggiore sicurezza». Donzelli è arrabbiatissimo: «A Milano, invece, il Comune cerca solo di far cassa, cioè tende ad accumulare il numero più alto possibile di multe per poi riscuotere. L?obiettivo, invece, dovrebbe essere far rallentare chi corre». «Il cittadino è stato informato tramite internet e i media – ribatte Bezzon -. La mancanza di segnaletica, poi, non dipende da noi. Siamo ancora in attesa di disposizioni precise da parte del ministero».
Lo scontro è aperto. Per sapere chi ha ragione bisognerà aspettare la prime sentenze. E, quindi, i primi ricorsi. Vito Dattolico, coordinatore dei giudici di pace di Milano, non si sbilancia: «Per quel poco che ne so, non credo che ci siano motivi ostativi per escludere che il cittadino debba essere informato. Certo è che l?automobilista, informato o meno, non deve commettere la violazione. E qualunque strumento che renda le città più sicure è un?esigenza salvavita,visto che gli incidenti più gravi sono quelli che si verificano per le vie urbane ».
Ricorsi, sentenze e polemiche a parte, gli unici veramente contenti sembrano essere i cittadini che vivono nelle zone interessate dal decreto. «Questo punto sembra un autodromo, speriamo che un autovelox riesca a far rallentare le auto», dice Paolo Bertolini, che da 10 anni vive in via Palmanova. Lui, brutte sorprese non ne aspetta. «Non ho la patente», spiega.


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