14 Settembre 2003

Sit-in, cortei e stop agli acquisti

Sit-in, cortei e stop agli acquisti
Tutti contro «prezzo selvaggio»



PERUGIA ? Carrelli vuoti, niente pieno dal benzinaio, evitare le autostrade, abolito lo shopping, cena al ristorante rinviata, colazione da consumare rigorosamente a casa, limando, almeno per un giorno, anche l`uso di Internet e dei telefonini, della luce e dell`acqua: martedì 16 settembre è di nuovo sciopero della spesa. Lo hanno proclamato le associazioni dei consumatori insieme a Cgil, Cisl e Uil e ad altre compagini della società civile e sindacale per bloccare l`inflazione e l`aumento di tariffe, bollette e balzelli. Impennate, come è stato denunciato ieri in una conferenza stampa da Federconsumatori, Codacons, Adusbef e Adiconsum, che hanno ridotto drasticamente il valore d`acquisto di stipendi e pensioni, gravando sul reddito medio delle famiglie con aumenti delle uscite che sfiorano anche i 1.300-1.800 euro, una volta tirate le somme del bilancio generale.
Le manifestazioni
Questa volta le organizzazioni dei consumatori (siamo già alla terza protesta) hanno deciso di alzare il tiro, affiancando allo sciopero della spesa anche quello dei «servizi» e organizzando due sit-in di protesta (uno a Perugia alle 10,30 stazione di Fontivegge e l`altro a Foligno 16,30 Piazza della Repubblica), ai quali daranno voce anche i sindacati dei pensionati, i ferrovieri e i difensori civici di due Comuni dell`Umbria. Per far sì che la voce dei consumatori giunga finalmente a segno, il Codacons ha stilato poi una sorta di vademecum in cui vengono forniti suggerimenti pratici per la riuscita dello sciopero. «Per un giorno ? consiglia Carla Baldassarri ? possiamo rimandare i nostri acquisti. Sarebbe auspicabile anche non effettuare operazioni in banca ed evitare l`utilizzo di mezzi pubblici».
Perugia a caro prezzo
Per dimostrare l`aumento folle dei prezzi, in alcuni casi si parla addirittura di raddoppio, le associazioni dei consumatori hanno stilato una lista con i costi di alcuni prodotti e di diversi servizi e prestazioni specialistiche, prima e dopo l`avvento dell`euro.
«E così se una pizza prima costava 5.000 lire ? fa notare Rodolfo La Sala, Adiconsum ? ora è passata a 5 euro. Il corredo scolastico è lievitato a 100-300 euro, quando una volta bastavano 100mila lire. Stesso discorso vale per un`operazione bancaria, o per una visita specialistica per la quale ora sono necessari 100-200 euro».
Il bonus
Aumenti che preoccupano i sindacati e che hanno spinto le varie sigle ad iniziative che vanno oltre lo sciopero. La Cgil, per esempio, insieme a Federconsumatori ha aperto uno sportello per tutelare l`utente anziano. «Una categoria ? chiarisce Salvatore Lombardi ? sempre più a rischio povertà. Ancora più grave la situazione dei pensionati in Umbria, regione dove il reddito minimo è al di sotto di quello nazionale del 15 per cento».
Lombardi lancia poi una provocazione: «Chiediamo al Governo ? dice ? la restituzione di un bonus di 1500 euro alle famiglie più in difficoltà. Questo per ripareggiare i conti e sostenere chi non riesce più a finire il mese a causa dell`inflazione martellante».


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