Martedì primo «sciopero della spesa»
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fonte:
- La Sicilia.it
E` previsto per l`intera giornata di martedì prossimo, 16 settembre, uno «sciopero dei consumatori» contro l`aumento dei prezzi e i rincari delle tariffe. Da domani, volontari del cartello di associazioni a difesa dei consumatori saranno impegnati in un volantinaggio in tre punti strategici della città: piazza Giulio Cesare; tra il Politeama, via Libertà e via Ruggero Settimo; e in viale Strasburgo all`altezza di un grande magazzino. E` prevista la distribuzione di una guida pratica allo «sciopero dei consumatori». E martedì sarà pure organizzato un presidio al Politeama. Lo sciopero si attua mettendo mano al portafoglio il meno possibile per 24 ore. Niente spesa, cinema e teatro, niente pieno di benzina e il parrucchiere può aspettare. L`Intesa dei consumatori, composta da Adoc, Adusbef, Codacons e Ferderconsumatori, intende pressare sul governo affinchè blocchi gli ingiustificati rincari, che, se dovessero continuare, renderebbero impossibile il rilancio dei consumi. Il consiglio è, quindi, di evitare acquisti e spese di qualsiasi genere. Dalla colazione al bar all`uso del cellulare, dall`acquisto di capi d`abbigliamento alla cena al ristorante. La protesta simbolica si fonda su dati choc. Siamo ormai di fronte ad autentiche speculazioni nel settore alimentare, dell`ortofrutta, dell`abbigliamento, della scuola, delle tariffe pubbliche, dell`energia, e ancora in tema di commissioni bancarie, bollette, comunicazioni ed RC auto. Ad essere colpite sono le fasce più deboli della popolazione, le famiglie monoreddito e i pensionati. Ecco perchè hanno aderito anche la Uil pensionati e l`Ada, associazione diritti degli anziani. Nei primi sette mesi del 2003, il potere di acquisto della famiglia italiana è diminuito di 1381 euro rispetto al 2002. Se il trend sarà confermato la cifra diventerà 2817 euro. Numeri preoccupanti, anche perchè nel 2002 rispetto al 2001 si è verificato un aumento delle spese pari al 170 per cento per scuola, sanità e salute, del 130 per cento per i trasporti, del 343 per cento dei consumi alimentari, del 150 per l`abbigliamento e in particolare per le calzature.
«Dalla prossima settimana – spiega Luigi Ciotta, presidente regionale dell`Adoc, associazione per la difesa e l`orientamento dei consumatori – incontreremo i cittadini per interrompere questa spirale di rincari. Occorre mettere fine al rimbalzo di responsabilità tra produttori, distributori ed esercenti».
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