«Bar e ristoranti troppo cari, sciopero del panino»
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fonte:
- Corriere della Sera
Consumatori: stop agli aumenti, siamo arrivati al caffè a 90 centesimi. Martedì niente spesa
Caroprezzi: la protesta scalda i motori. Per martedì prossimo l?Intesa consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha indetto uno sciopero della spesa che conta sull?appoggio di Cgil, Cisl e Uil. Ma anche sul sostegno di Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Unione nazionale consumatori. E dello Sdi lombardo. A Milano l?Intesa ha chiesto di discutere l?emergenza rincari con il prefetto, Bruno Ferrante: l?incontro è previsto per martedì 16. Inoltre, entro settimana prossima, le associazioni dei consumatori potrebbero indire una protesta tutta milanese: uno sciopero contro il caropanino nella pausa pranzo è più di un?ipotesi.
NE? SPESA, NE? RISTORANTE – L?Intesa invita a declinare la giornata di martedì 16 all?insegna dell?austerity: niente colazione al bar, niente taxi, serata tra amici al posto della cena al ristorante. E così via risparmiando. «Secondo i nostri calcoli, nel periodo che va dalla fine del 2002 al 31 gennaio 2004, una famiglia media si sarà accollata uscite aggiuntive dovute al carovita pari a 2.817 euro – stima Giacinto Brighenti, presidente di Federconsumatori Lombardia -. Perciò chiediamo al governo di accordare alle famiglie un bonus fiscale di 1.500 euro».
SCIOPERO DELLA PAUSA PRANZO – Nel panorama delle associazioni dei consumatori, Adiconsum, Lega consumatori e Altroconsumo prendono le distanze dallo sciopero della spesa con qualche distinguo. «Consigliamo di boicottare soltanto i negozi che praticano politiche di prezzo esose, inutile colpire in modo indiscriminato», spiega Michele Cavuoti di Altroconsumo.
Nonostante i mal di pancia e le divisioni a livello nazionale, sotto il Duomo le associazioni dei consumatori stanno valutando un?iniziativa comune. «Abbiamo fissato un incontro per l?inizio di settimana prossima – fa il punto Angela Alberti, segretario generale di Adiconsum Milano -. Siamo arrivati al caffè a 90 centesimi: bisogna intervenire sui pubblici esercizi». «Pensiamo a una sorta di sciopero della pausa pranzo: è il momento di riesumare la schiscetta », fa eco Alessandro Miano, presidente del Movimento consumatori lombardo.
CONFESERCENTI E PROVINCIA – Per Comune e Provincia, quello delle politiche antirincari rischia di diventare l?ennesimo terreno di confronto-scontro. Mentre l?assessore comunale al commercio, Roberto Predolin, continua la sua opera di persuasione diretta alle associazioni di categoria dei commercianti, la Provincia sarebbe pronta a spendersi su una campagna contro gli aumenti nella pausa pranzo. L?intenzione è stata subito intercettata da Confesercenti che sta lavorando a una proposta concreta: garantire un bollino blu con il simbolo di palazzo Isimbardi ai pubblici esercizi che praticano offerte convenienti sul pacchetto bibita-panino-caffè, ma anche ai ristoranti che rinunciano al coperto e ai pub che fanno sconti sulla prima consumazione.
Finora, però, Epam – associazione aderente all?Unione del Commercio che raggruppa la maggioranza di bar e ristoranti – ha sempre negato la propria disponibilità a campagne di autoregolamentazione. «Andremo avanti anche senza di loro – assicura Maurizio Gussoni, consigliere provinciale di An -. Ogni singolo esercente si prenda le proprie responsabilità di fronte ai consumatori».
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