12 Settembre 2003

Prezzi, non c`è l`intesa

Prezzi, non c`è l`intesa

Biggeri: «Renderemo gli indici più sensibili alle spese delle famiglie»



Roma.
L`Istat apre ai consumatori, ma le associazioni rimangono diffidenti sui metodi utilizzati dall`istituto per il calcolo dell`inflazione.

Dopo mesi di polemiche e dopo una battaglia combattuta a forza di cifre e di misurazioni del carovita, al termine di un lungo faccia a faccia al ministero delle Attività Produttive, il presidente dell`Istat, Luigi Biggeri, ha assicurato che le rilevazioni dei prezzi saranno migliorate e che l`attività dell`istituto sarà potenziata e resa più trasparente. Una garanzia che non ha però soddisfatto le associazioni dei consumatori che hanno chiesto uno sforzo in più per rendere l`inflazione misurata più vicina a quella «reale» con cui, sostengono, le famiglie devono fare i conti ogni giorno.

Nell`incontro di ieri con le associazioni del Comitato nazionale consumatori e utenti (Cncu), l`Istat ha presentato i suoi progetti per migliorare la qualità delle rilevazioni. «Lavoreremo per migliorare la trasparenza dei dati – ha sottolineato Biggeri a margine della riunione – e formeremo dei tavoli tecnici di confronto diretto con il Cncu sui cambiamenti da apportare al metodo, dalla scelta dei punti vendita, alla preparazione dei rilevatori, all` estensione del numero dei capoluoghi coinvolti».

In attesa della prima riunione, il primo ottobre, dell` Osservatorio dei prezzi istituto dal ministro Marzano, lo sforzo dell`Istat non appare sufficiente alla maggior parte dei consumatori. «Per il miglioramento della qualità del rilevamento a livello locale è stato fatto ancora troppo poco», afferma Altroconsumo, mentre l`Intesa dei consumatori ribadisce la sua richiesta di misurare l`inflazione per fasce di reddito e di adottare panieri differenziati a seconda dei beni di prima necessità o di lusso. L`incontro «è stato totalmente inutile», ha concluso il Codacons.

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