Caldo killer: morti 4175 anziani
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fonte:
- Libertà
Caldo killer: morti 4175 anziani
Tra il 16 luglio e il 15 agosto i decessi aumentati del 14%
Milano – Le cifre arrivano a emergenza finita, non raggiungono la ?catastrofe umanitaria? francese, ma parlano comunque di un`ecatombe silenziosa, consumata nel giro di un mese fra le mura roventi delle nostre città. E` la tragedia degli oltre quattromila anziani, ma a conti finiti potrebbero risultare anche cinquemila, uccisi dal caldo in Italia in questa torrida estate. Tra il 16 luglio al 15 agosto fra gli ultrasessantacinquenni ci sono stati 34.071 decessi, 4.175 in più rispetto al 2002, pari a un aumento del 14%.
E` quanto risulta dai dati sulla mortalità estiva, elaborati dall`Istituto Superiore di Sanità sulla base delle cifre raccolte nelle 21 città capoluogo, resi noti ieri dal ministro della Salute Girolamo Sirchia.
Lo studio rileva un`evidente correlazione tra eccesso di mortalità e picchi delle temperature. «Non si esclude – ha detto Donato Greco direttore del Dipartimento dell`Iss – che ulteriori approfondimenti possano portare alla conclusione che gli anziani morti quest`estate siano stati anche cinquemila».
Nelle 21 città campionate si è passati da 6.241 decessi in ogni classe di età nel 2002 a 8.485 nel 2003, con un incremento di 2.244, pari al 36%.
L`incremento più consistente (2.127 morti, pari al 40,2%) riguarda gli over-65 e ancora di più gli ultrasettantacinquenni con 1.992 morti in più (49,1%). Proprio in questa classe di età il più colpito è stato il nord-ovest con 975 decessi pari all`81,4%, seguito dal centro (563 decessi, pari al 43,8%), dal nord-est (206 decessi, pari al 33,8%) e dal sud (248 decessi, 25,6%).
E in questa classifica del dramma l`incremento più alto di morti fra gli over-75 è stato registrato a Torino dove sono raddoppiati (+108%). Aumenti scioccanti anche a L`Aquila (105,3%), Genova (79,4%), Perugia (75,4%), Milano (69,3%), Bologna (54,5%) e Roma (51,5%).
Per fronteggiare questo tipo di emergenze, Sirchia propone la nascita di un Centro nazionale di salute pubblica e un piano di intervento per la tutela degli anziani da stilare con Regioni e Comuni. Intanto lo stesso ministro denuncia le condizioni delle case di riposo risultate dagli ultimi controlli Nas fuori norma nel 40% dei casi: «E` una vergogna nazionale, un segno di inciviltà del Paese».
E mentre i geriatri avvertono che «con un inverno rigido la tragedia si ripeterà», l`ex ministro Rosy Bindi, responsabile Politiche Sociali della Margherita, definisce «inaccettabile che al ritardo con cui si conosce una drammatica verità, si aggiunga il tentativo di minimizzare, queste cifre segnalano l`urgenza di invertire la rotta» e annuncia che chiederà una sessione straordinaria del Parlamento.
E se per Antonio De Poli, coordinatore alle Politiche sociali per le Regioni, serve un Fondo per la non autosufficienza, il Tribunale dei diritti del malato chiede invece che siano accertate le responsabilità e il Codacons punta il dito contro i medici di famiglia definiti «anello debole del Sistema sanitario».
Intanto dietro ai numeri e alle polemiche ci sono, c`erano, le persone. Anziani malati, spesso incapaci di riconoscere i loro bisogni, che abitavano soli in una casa piccola, magari ai piani più alti, quelli più caldi, senza uno straccio di condizionatore. Fra di loro, ha detto ancora Sirchia, «c`era probabilmente chi negli anni `60 ha contribuito al boom economico da cui non ha avuto grandi vantaggi».
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