9 Settembre 2003

Carovita, in fumo 2.800 euro a famiglia

Carovita, in fumo 2.800 euro a famiglia


Intesa: intervenire nella Finanziaria. La Cgil aderisce allo sciopero della spesa






ROMA – Le associazioni dei consumatori scendono di nuovo in guerra contro gli aumenti ingiustificati del costo della vita, lanciando accuse pesanti come macigni. «Le famiglie italiane – denunciano – hanno perso oltre 2.800 euro in meno di due anni» per effetto dell`inflazione». A fare i conti sulla perdita del potere di acquisto delle buste-paga degli italiani, è unas ricerca effetuata da Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc, secondo i quali «è arrivato il momento di varare leggi Finanziarie» che «portino sollievo» alle famiglie «per riattivare quei consumi stagnanti». E il pesante «j?accuse» dei consumatori, ha trovato ieri un immediato riscontro sul fronte sindacale; con la scesa in campo della Cgil che ieri ha deciso infatti di aderire alla giornata di mobilitazione del 16 settembre indetta dall`Intesa consumatori.
Secondo la confederazione di Corso d?Italia, l`aumento dell`inflazione e lo scarto tra inflazione e retribuzioni «penalizza le condizioni materiali del lavoro dipendente e delle pensioni riducendone il potere d`acquisto e creando un blocco nei consumi».
L?Intesa dei consumatori ha preso posizione intanto anche contro l?ipotesi di creare una banconota di un euro, in quanto non avrebbe «il potere di ridurre l?inflazione e di calmierare i prezzi». Secondo l?Intesa la moneta cartacea, «chiesta da Tremonti non è l`antidoto contro il caro prezzi». Bocciata anche la richiesta del ministro Marzano di intervento della polizia annonaria. «A buoi scappati e a 20 mesi di rincari consumati – sostengono polemicamente i consumatori – il ministro Marzano invoca i vigili: ci vuole ben altro». Secca, anche la risposta a quanto dichiarato dal ministro dell?Economia Giulio Tremonti, secondo il quale la banconota potrebbe rappresentare l`antidoto contro il caro prezzi. Una tesi,sostenuta fin dall?arrivo dell?euro, da quanti (e non erano pochi) paventavano una «sottostima» psicologica della moneta metallica rispetto a quella cartacea. Uno strumento quindi, secondo Tremonti, ancora valido per scoraggiare il carovita, ma che non ha trovato d?accordo i consumatori. «È un diversivo – sostengono – ed è anche la prova provata delle precise responsabilità del Governo, che non ha voluto esercitare alcuna funzione di controllo nella formazione e lievitazione dei prezzi e tariffe. È in questi settori – insistono – che si è registrata, in 20 mesi e con il pretesto dell`euro, la più massiccia speculazione mai realizzata in precedenza. «Dopo che le famiglie italiane hanno perso oltre 2.800 euro in meno di due anni, è arrivato il momento di varare leggi finanziarie che non si limitino a non toccare le tasche dei cittadini – conclude l`Intesa dei Consumatori – ma che portino loro sollievo per riattivare quei consumi stagnanti, attraverso l`accelerazione dei processi di modernizzazione dei settori energia, carburanti, distribuzione commerciale, e sia di bonus fiscale per le famiglie meno abbienti e di recupero del fiscal-drug per tutti». Intanto, anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori, ha fatto sapere di aderire alla manifestazione del 16 settembre in Piazza Montecitorio a Roma «per protestare come produttori agricoli e come consumatori».

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