8 Settembre 2003

Ditelo al Codacons

Ditelo al Codacons

A cura del Collegio legale Codacons Emilia Romagna


Domanda


Tempo fa sono stato ricoverato in un ospedale pubblico. Necessitando in tempi brevi di un intervento chirurgico, mi veniva riferito che l`ospedale non era in grado di effettuarlo. Sono stato pertanto costretto a rivolgermi ad una clinica privata. Successivamente ho indirizzato al Direttore generale dell`AUSL una richiesta di rimborso. L`Azienda, però, mi ha opposto che “l`assistenza indiretta“ deve essere previamente autorizzata dall`AUSL. Pertanto, in assenza di richiesta preventiva non ho diritto al rimborso. Cosa posso fare?



Risposta


In linea di massima il Direttore generale dell`AUSL non erra quando afferma che la cosiddetta “assistenza indiretta“, ai fini dell`ottenimento del concorso della spesa sostenuta, ha bisogno di una preventiva autorizzazione da parte dell`Azienda sanitaria. Pur tuttavia e, a più riprese, la Suprema Corte ha avuto modo di chiarire che qualora a fondamento della domanda di rimborso di un assistito dal Servizio sanitario nazionale vengano dedotte ragioni d`urgenza che comportano per l`assistito pericoli di vita o di aggravamento della malattia o di non adeguata guarigione evitabili solo con cure tempestive non ottenibili dalla struttura pubblica, come nel suo caso, viene meno ogni potere autorizzatorio dell`Azienda. Per la Corte, infatti, non può ritenersi rilevante la eventuale discrezionalità tecnica nell`apprezzamento del motivo d`urgenza, atteso che oggetto della richiesta è il diritto primario e fonda mentale alla salute tutelabile perciò stesso innanzi al Giudice ordinario. In altri termini, per la Corte la tutela della salute prevale su qualsiasi altro interesse o diritto, soprattutto, quando per oggettive condizioni quest`ultima potrebbe venire gravemente compromessa. Pertanto, lei avrà diritto di rivolgersi al Giudice è chiedere il risarcimento di quanto versato.

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