7 Settembre 2003

L?inflazione non dà tregua Aumenti del sei per cento



CESENA – Impazza l?inflazione. Che la colpa sia dell?euro, delle politiche del Governo piuttosto che dei commercianti o ancora della congiuntura economica internazionale, il problema è di tecnici e politici. L?unico dato certo è che le famiglie per fare la spesa, anche da un mese all?altro, spendono sempre di più.L?ultima conferma in ordine di tempo, oltre alle continue rilevazioni che ogni mese la Lega Acli effettua per conto del Corriere, arrivano i dati delle principali associazioni di consumatori. Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc hanno raffrontato le variazioni delle principali voci di spesa delle famiglie italiane nei sei mesi dalla fine del 2002 fino al 31 luglio 2003. Il dato più clamoroso che emerge dall?indagine è rappresentato dai 1381 euro annui che la famiglia tipo, con le tariffe di fine luglio, deve spendere in più rispetto a quanto avrebbe dovuto sborsare con i prezzi del 2002. Si è quindi passati da 23.480 e 24.681 euro, con un incremento percentuale dell?1,381 per cento.La voce che pesa di più sui portafogli delle famiglie, sia in percentuale che in valore assoluto, è quella dei consumi alimentari: più 11,9 per cento, da 2300 a 2574 euro di spesa annua. Aumenti record anche per quel che riguarda abbigliamento e calzature: per il vestiario si è passati a spendere da 1800 a 1992 euro, circa il 10 per cento in più. In realtà al secondo posto di questa particolare ?lista nera? considerando i reali aumenti e non la percentuale di crescita, si legge la voce ?trasporti?, con 205 euro letteralmente tolti dalle tasche delle famiglie. Altri 192 euro di spesa in più sono stati richiesti dalla propria abitazione, così come per ?mobili e servizi per la casa? ne sono stati spesi 127 in più.Considerando le percentuali corrono tantissimo i servizi bancari (più 9,9 per cento), la scuola (più 9,8 per cento) e le immancabili Rca auto (più 7,9 per cento). Esosa resta la spesa sanitaria, che ogni anno porta via 1318 euro (erano 1250 nel 2002), quindi luce e gas, con relativi aumenti del 3,8 e del 4,6 per cento (384 e 554 euro di spesa contro 370 e 530).Per queste ragioni le associazioni di consumatori, riunite nella macro struttura denominata ?Intesa consumatori? hanno indetto per martedì 16 settembre uno ?sciopero della spesa?. In pratica l?Intesa invita tutti i consumatori ad astenersi dal compiere acquisti nell?arco dell?intera giornata. ?I consumatori sono l?anello debole del mercato rispetto ai produttori perchè agiscono individualmente – spiegano in un comunicato – quando i consumatori assumono comportamenti univoci e organizzati possono imporre la loro forza agli altri interlocutori?.




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