5 Settembre 2003

Il Codacons: per le famiglie un 10% in più di spesa

Il giallo dei tetti di spesa per i testi scolastici. Il ministero dell?istruzione: «Sono esagerazioni, ma a ottobre tireremo le somme»

Caro libri, consumatori in rivolta


Gli editori: aumenti dell?1,3%. Il Codacons: per le famiglie un 10% in più di spesa




ROMA – Si avvicina la riapertura delle scuole e per molte famiglie è il momento di un costoso rito annuale: l?acquisto dei libri. Una spesa sostenuta volentieri, considerato il valore attribuito all?istruzione per i propri figli. Ma a quanto ammonta? Secondo un?indagine commissionata all?Ispo dall?Associazione editori italiani (Aie) i prezzi sono cresciuti in media dell?1,35 per cento rispetto allo scorso anno. «Tutte balle» protestano le associazioni di consumatori che contestano il dato e lanciano la sfida agli editori.
L?analisi dell?Ispo è stata condotta comparando il listino prezzi 2002 con quello 2003 dei 31.895 libri di testo scolastici presenti in commercio. Il risultato è stato che per la scuola media l?aumento è dell?1,26 per cento e per le superiori dell?1,38 per cento. Piccola curiosità: i testi delle materie umanistiche costano meno di quelli di matematica e scienze. Più della metà, inoltre, ha mantenuto lo stesso prezzo dello scorso anno mentre solo l?11 per cento segna un aumento superiore al tre per cento. «I dati parlano chiaro ed evitano insinuazioni di parte. Non si è assistito a nessun caro-libri», ha commentato Roberto Gulli, presidente del Gruppo editoria scolastica dell?Aie. «E? come chiedere all?acquaiolo se l?acqua è fresca», ironizza Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Che prima contesta i risultati dell?indagine: «L?acquisto dei libri – dice Rienzi – si rivela sempre un salasso per i genitori italiani, una spesa che cresce di anno in anno e che per il 2003 non sarà inferiore al 10 per cento». Poi, insieme ad Adoc, Adusbef e Federconsumatori, lancia la sfida agli editori: «Scegliamo insieme – continua Rienzi – cinque classi a caso di cinque istituti scolastici scelti in cinque città campione. E confrontiamo la spesa totale per i libri di testo del 2002 con quella di quest?anno. Gli editori dovranno chiedere scusa agli italiani». L?indagine Ispo è «un falso» anche per Simone Paini, responsabile scuola dei giovani di Forza Italia che si dice pronto a presentare un?indagine effettuata in dieci province italiane. «Risulta – dichiara Paini – che il costo dei libri di testo rispetto allo scorso anno ha subito un aumento medio di oltre il 7 per cento con punte del 12 per cento».
Nel conto della spesa per i libri scolastici, però, bisogna tener presenti altre due variabili. La prima è il sovvenzionamento di 130 milioni di euro che lo Stato, da quattro anni a questa parte, eroga in sostegno della famiglie meno abbienti. La seconda riguarda i ?tetti? fissati dal ministro dell?Istruzione, Letizia Moratti, per la spesa massima dei testi in ogni tipologia di scuola. Quest?anno sono rimasti uguali al 2002: si va dai 108 euro per la seconda media a 317 euro per il liceo classico passando per i 303 euro dello scientifico. Ma già nei giorni passati l?associazione ?Altroconsumo? aveva denunciato, a Roma e Milano, ?sforamenti? rispettivamente del 34 e del 50 per cento. «Sono esagerazioni» risponde Alessandro Musumeci, direttore generale del servizio automazione informatica e innovazione tecnologica del ministero dell?Istruzione. Che invita ad aspettare fine ottobre quando la banca dati del ministero avrà registrato le adozioni dei libri effettuati dalle scuole italiane. Ma anche a considerare che lo ?sforamento? dei tetti di spesa è giustificabile per le classi sperimentali che propongono più insegnamenti rispetto ai corsi tradizionali. Masumeci ha anche confermato che, pur essendo tuttora in corso la ricognizione informatica, dovrebbe essere fra le 100 e le 120 mila unità la platea dei beneficiari del buono-studio per le scuole paritarie. A ognuno di loro dovrebbe andare una cifra compresa fra i 250 e i 300 euro.


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