30 Agosto 2003

Prezzi, agosto caldissimo

Prezzi, agosto caldissimo

ROMA ? L`inflazione torna a correre ad agosto mentre si estende il fronte di chi la indica come prima emergenza del Paese. Il dato provvisorio reso noto ieri dall`Istat, che conferma quello delle città campione e fissa l`aumento medio dei prezzi al 2,8%, viene accolto come l`ennesimo campanello d`allarme da sindacati, forze politiche e associazioni dei consumatori. A cominciare dalla Cisl che, proprio ieri, ha annunciato la sua adesione alla giornata di lotta dei consumatori del prossimo 16 settembre. Già giovedì il leader del sindacato Savino Pezzotta, dal palco della Festa nazionale dell`Udeur di Telese, aveva indicato nella corsa dei prezzi il ?nemico numero uno?. «La vera priorità ? aveva detto Pezzotta ? è l`inflazione, che sta subendo un aumento spropositato. Non abbiamo alcuna rincorsa salari-prezzi come negli anni passati, ma abbiamo una spirale prezzi su prezzi. Questo è il problema strutturale dell`Italia rispetto agli altri paesi Ue». Ieri, nel corso di una conferenza stampa tenuta assieme all`Adiconsum, Pezzotta ha rincarato la dose. «La difesa del reddito ? ha detto ? è la priorità, e non le pensioni. I consumi si stanno restringendo sui beni primari, perchè la gente fa fatica» a tirare avanti. A motivare una inflazione reale come quella italiana, molto superiore a quella dei partner europei sono, secondo Pezzotta, non le questioni legate alla congiuntura economica internazionale, ma questioni strutturali del nostro Paese. «Dall`introduzione dell`euro ? ha affermato il sindacalista ? il costo della vita in Italia è cresciuto molto di più della media Ue. In una spirale prezzi su prezzi e non più in una rincorsa salari-prezzi. In pratica i prezzi si adeguano prima dei salari e delle pensioni». E prima che il caro-vita diventi un problema sociale, che sfoci nelle piazze, è necessario riadottare una politica dei redditi. Secondo l`Intesa dei consumatori, da qui a gennaio le famiglie subiranno un`altra stangata da 1.436 euro che, aggiunta agli aumenti per 1.381 euro dei primi 7 mesi dell`anno, dà un aggravio di 2.817 euro in poco più di 12 mesi.

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