22 Agosto 2003

Contro le aggressioni dei cani bisogna applicare le leggi»

Contro le aggressioni dei cani bisogna applicare le leggi»

In merito alle aggressioni di cani con serie conseguenze per l`uomo, il vice presidente nazionale del Codacons, Francesco Tanasi, in una nota ha dichiarato: «Ogni volta che chiediamo l`applicazione della normativa esistente sui cani, per prevenire episodi come quelli successi in questi giorni, veniamo immediatamente attaccati da pseudo amanti degli animali che ci accusano di insensibilità, di non voler comprendere che non esistono razze feroci e che l`aggressività del cane dipende dai padroni. Riceviamo migliaia di e-mail di protesta. Ebbene è proprio questo atteggiamento settario che finisce per danneggiare l`animale stesso. Il fatto che la colpa sia del padrone non riduce la gravità del fatto. Non possiamo consentire che persone vengano aggredite per strada in nome dell`amore per gli animali. L`amore non può tradursi in licenza d`uccidere. Questa sottocoltura finisce per far sì che poi nessuno faccia rispettare le normative esistenti sugli animali e i primi a subirne le conseguenze siano proprio gli animali stessi. L`altra faccia della medaglia, infatti, è l`abbandono estivo, anche questo dovuto all`assenza di controlli sull`applicazione della legge in materia di tatuaggio e di iscrizione all`anagrafe. Sono due facce dello stesso problema».
Il Codacons ricorda le due leggi in materia: 1) Il regolamento di polizia veterinaria, D.P.R. 8 febbraio 1954 n. 320, all`art. 83 stabilisce «l`obbligo di idonea museruola per i cani non condotti al guinzaglio quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico e l`obbligo della museruola e del guinzaglio per i cani condotti nei locali pubblici e nei pubblici mezzi di trasporto».
2) La legge n. 281/91 prevede l`istituzione dell`anagrafe canina presso i Comuni o le unità sanitarie locali e l`obbligo di imprimere la sigla di riconoscimento del cane mediante tatuaggio indolore. L`art. 5 prevede sanzioni per chi omette di scrivere il proprio cane all`anagrafe (150.000 lire) o di sottoporlo al tatuaggio (100.000 lire).
«Queste due leggi -. conclude Tanasi – sono ignorate per la semplice ragione che nessun vigile e nessun Comune le ha mai fatte rispettare».

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