22 Agosto 2003

Milano la più cara a partire da bar alberghi e ristoranti

Milano è diventata la città più cara d`Italia. Quella cioè che ha meglio contribuito a far salire il tasso di inflazione in agosto. Per l`Istat, i prezzi al consumo qui sono cresciuti dello 0,4% sul mese precedente, portando il tasso annuo al 2,5%. Il rincaro più consistente registrato tra le città campione e che ha inciso pesantemente sul dato nazionale (+0,3%).
Ad alimentare la fiammata sono stati trasporti, alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, cresciuti dello 0,7% rispetto a luglio. Rispetto a un anno fa, gli aumenti più vistosi sono quelli di bevande alcoliche e tabacchi (+7,5%), alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+5,2%) e istruzione (+4,4%). A ritmi sostenuti alimentari e bevande analcoliche e la spesa per abitazione, acqua, energia e combustibili (entrambi +3,0%). Confermano le riduzioni di prezzi (-1,3%) le comunicazioni, mentre aumenti più contenuti si registrano nei servizi sanitari e spese per la salute (+0,6%).
E mentre il Codacons chiede un immediato intervento del Comune («mi domando in quale città sia stato adottato un calmiere, replica il vicesindaco De Corato») e i sindacati annunciano che per i prossimi contratti integrativi «si dovrà considerare l`inflazione reale», De Corato allarga le braccia: «Come è possibile? Qui è tutto chiuso. Un dato drogato, rilevato nella prima metà del mese, per di più. È evidente che i pochi esercenti rimasti aperti hanno fatto delle modifiche ai prezzi. Ma alla riapertura vera della città, la prossima settimana, tutto tornerà come prima». Quanto ai trasporti, De Corato respinge le critiche sindacali. «Qui una spiegazione non la trovo. Mi sembra strano, anche perché i biglietti dei trasporti urbani non hanno subito aumenti da gennaio, e anche le tariffe dei taxi non sono salite».
Di tutt`altro avviso il segretario della Cisl Trasporti, Dario Balotta. «Hanno liberalizzato i trasporti a Milano e in tutta la Lombardia – dice – e questo è il risultato: aumenti tariffari e niente nuovi attori che arrivano sul mercato. La liberalizzazione appena partita è già fallita, questa è la verità». Poi, la minaccia di una rincorsa salariale. «In autunno chiederemo che gli integrativi siano rapportati all`inflazione reale».
Di fronte inflattivo incandescente nel capoluogo meneghino parla anche il Codacons, sottolineando come gli esercenti che hanno tenuto aperto in agosto hanno aumentato i prezzi. E, per contro, l`amministrazione comunale se ne sta con le mani in mano, secondo il presidente dell`associazione Marco Maria Donzelli. «Ora l`inflazione, viste le premesse, rischia di aumentare ulteriormente a settembre».
«Non so come fanno ad avere questi dati da una città dove i 2/3 degli esercizi sono chiusi – osserva Lino Stoppani presidente dell`Associazione pubblici esercenti di Milano (Epam) – Circa ristoranti e bar va segnalato l`aumento dei prezzi dei prodotti che anche gli esercenti stanno subendo all`ingrosso. Poi c`è il calo dei ricavi e la diminuzione dei consumi che vanno ad incidere sui costi fissi. Purtroppo non credo ci saranno diminuzioni dei prezzi per l`autunno».

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