Spesa sempre meno ricca e sempre più costosa
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fonte:
- Il Gazzettino
Quasi un coro: «L`unica soluzione è prestare maggior attenzione a quel che si acquista e affidarsi ad offerte e promozioni»
Strano paradosso all`uscita dei supermercati: la borsa della spesa è sempre più vuota, ma “pesa“ sempre di più. Pesa sulle tasche degli acquirenti e sui bilanci delle famiglie. «Una volta con centomila lire riempivi un carrello di spesa, adesso con cinquanta euro è tanto se porti a casa una borsetta» è il commento unanime degli intervistati. Non c`è bisogno di formalizzarsi sui tassi d`inflazione dichiarati da Istat ed Eurispes (rispettivamente del 2.7\% a luglio e addirittura dell`8\% su base annua): la perdita di potere d`acquisto è toccata con mano dai cittadini. Codacons e Federconsumatori hanno programmato, per il 16 settembre, uno sciopero generale della spesa. Gli accorgimenti messi in atto dal piccolo consumatore sono forse meno plateali, ma decisamente concreti, sistematici e rigorosi. «Mangiare bisogna mangiare, tutti i giorni, – spiega la signora Antonietta – ma adesso faccio attenzione a dove faccio la spesa, badando alla convenienza, alle offerte, alle promozioni». Ecco così diffondersi la moda della spesa “a tappe“: «I detersivi li compro nel negozio vicino casa, ma per pasta, carne e surgelati mi sposto al supermercato che è più conveniente, mentre per la frutta vado sempre al discount dove la trovo a 50-80 centesimi in meno al chilo». Non avendo fretta e non mettendo in conto i costi del carburante per eventuali spostamenti, anche la spesa “differenziata“ può significare risparmio. Ma le risorse della massaia ingegnosa non si esauriscono qui. «Una volta l`occhio mi cadeva sempre sulla marca – racconta la giovane Elisabetta – preferivo acquistare prodotti con una certa fama e pubblicità, che mi davano sicurezza di qualità. Adesso, invece, l`occhio mi cade automaticamente sul prezzo e se la stessa cosa, non firmata, mi fa risparmiare, ben vengano le sottomarche, che poi quando le assaggi ti accorgi che non sono per forza scadenti». Marzia e Alessandro, due turisti padovani di passaggio nel Bellunese, ragionano in maniera inversa: «Non rinunciamo alla qualità del prodotto, ma cerchiamo di agire sulla quantità, riducendo i consumi. Spesso è solo una questione di abitudine: risciacquare e allungare con acqua il flacone di detersivo o shampoo che sta finendo; preferire tovaglioli e fazzoletti di stoffa; spremere fino in fondo i tubetti di dentifricio o scolare bene la lattina dell`olio sono piccoli accorgimenti che, però, moltiplicati in mille gesti quotidiani, a fine mese fanno la differenza. Quanto al cibo, lasciare più spesso salumi, dolci e alcolici sulla scansia del supermercato, fa bene sia al portafoglio che alla linea. Doppio risparmio: alla cassa e dal dietologo».
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