13 Agosto 2003

Olio, riso e formaggi guidano la classifica dei rincari

Olio, riso e formaggi guidano la classifica dei rincari


Il leader della Uil Luigi Angeletti chiede l?intervento dei vigili urbani per frenare le speculazioni




ROMA – Bussola impazzita sul fronte dei prezzi. Gli agricoltori della Cia rilanciano l?allarme della siccità e prevedono un autunno caldissimo dei listini alimentari con rialzi fino al 35% come nel caso dell?olio d?oliva. La Confagricoltura smorza invece i toni, parla di inutili allarmismi che sono controproducenti e spera nell?arrivo della pioggia. Ma le tensioni sul rincaro del costo della vita, che tradizionalmente prendono quota nel mese d?agosto, si trasferiscono anche ad altri livelli. Dopo che l?Istat ha rivisto all?insù l?indice dei prezzi di luglio (dal 2,6 al 2,7%), l?associazione dei consumatori Adusbef ha chiesto al governo di commissariare i vertici dell?Istituto di statistica. «Perché è evidente – ha detto il presidente Elio Lannutti – che l?inflazione vera è almeno doppia di quella rilevata, l?Istat è ormai diventato lo zimbello d?Europa». Polemiche anche sull?annunciato rincaro fatto nei giorni scorsi dal ministro dei Trasporti Piero Lunardi, delle tariffe autostradali e ferroviarie. Mentre l?Aiscat, l?associazione delle società concessionarie, ha ovviamente difeso e giustificato l?ipotesi di rincari che servirebbero a rilanciare gli investimenti, i consumatori del Codacons sono scesi sul piede di guerra: qualsiasi aumento dei pedaggi sarà impugnato. «Anche perché non è vero, come dice l?Aiscat – spiega il Codacons in una nota – che l?Italia ha i pedaggi più bassi d?Europa, bensì è la quarta nella classifica dei Quindici».
Per il segretario generale della Uil Luigi Angeletti, tanto frullare di parole e di dati sono solo dei pessimi segnali che portano a una cosa sola: aumenti speculativi dei prezzi. Per questo il leader sindacale ieri ha proposto di «mandare i vigili urbani nei mercati per controllare il rincaro ingiustificato dei listini e chiederne il motivo». Per il sindacalista una mossa del genere «sarebbe sufficiente per scoraggiare chi continua ancora ad approfittare dell?introduzione dell?euro».


EFFETTO SICCITA? – Non è la prima volta che la Cia, la Confederazione italiana agricoltori che associa circa 750 mila piccoli imprenditori, accusa forti danni a causa della siccità che ha già quantificato in 5,7 miliardi di euro tra terreni perduti, mancata produzione, costi aggiuntivi di energia per gli impianti di irrigazione. Un salasso che gli agricoltori tenteranno di scaricare a valle della catena distributiva ma con effetti sulle tasche dei consumatori che vanno ancora chiariti. «E? per questo – afferma il presidente della Cia Massimo Pacetti – che abbiamo proposto al governo di rendere più efficienti i vari osservatori dei prezzi in modo da fare trasparenza su tutta la filiera della formazione dei listini finali». La teoria di Pacetti è la seguente: nel nostro sistema agricolo-alimentare ci sono troppi passaggi e intermediazioni e aumenti anomali si sono verificati anche prima della siccità, approfittando dell?introduzione dell?euro. Ora, a questo pregresso di aumenti speculativi, si salda una nuova ondata di probabili rialzi dovuti alla siccità. «E? una valanga di rincari che non si riesce a fermare – sostiene ancora Pacetti – e che è destinata a influenzare i consumi; sono molto preoccupato, dobbiamo capire cosa diavolo sta succedendo».


PREZZI IN SALITA – Secondo l?ufficio studi della Cia l?autunno caldo dei prezzi coinvolgerà tutto il comparto alimentare, dal riso al pane, dallo zucchero all?olio, dalla frutta alla verdura. Le previsioni non sono per nulla rosee: il riso, che ha accusato un taglio produttivo del 25-30%, potrebbe rincarare fino al 10%, per il pane e la pasta si parla di ritocchi del 3-5%. Batosta in arrivo per l?olio d?oliva extra vergine: il crollo della produzione costringerà il mercato, secondo gli esperti Cia, a pesanti rialzi del 20-40% su un prodotto che ha già un costo elevato. Per i formaggi, ortaggi, frutta e zucchero, i rincari si dovrebbero aggirare mediamente sul 10%. Come si vede sono indici molto superiori a quelli dell?inflazione monitorata dall?Istat su un paniere di prodotti che sono la base della catena alimentare e quindi destinati a pesare sul portafoglio del consumatore.
Naturalmente ci sarà l?effetto calmieratore del mercato ma è difficile prevederne i comportamenti, certo i prezzi degli alimentari sono stati quelli finora che hanno subito le pressioni maggiori. Secondo i dati Istat dell?altro giorno su base annua, rispetto a una inflazione media del 2,7%, gli alimentari nel loro complesso sono aumentati del 3,3% con punte del 7,1% per gli ortaggi e del 4% per la frutta. Per la Cia negli ultimi dodici mesi i rincari sono stati ben maggiori: come il 25% delle patate, il 27% della lattuga, il 22% delle albicocche, il 30% dei fagiolini.


LE RICETTE – Oltre al commissariamento dell?Istat chiesto da Adusbef, alla minaccia di impugnare l?aumento dei pedaggi paventata dal Codacons, al vigile urbano di Angeletti occorre registrare anche l?idea avanzata da un?altra organizzazione di consumatori. L?Adiconsum di Paolo Landi ha proposto l?estensione al contrario di una legge che già c?è e che prevede multe salate contro il sottocosto, cioè contro coloro che riducono i prezzi in modo eccessivo. «Per colpire chi specula – osserva Landi – basterebbe estendere questa legge con le stesse sanzioni e le stesse norme a chi gonfia i prezzi in modo ingiustificato».

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