Cirio, arrivano tre commissari per il salvataggio
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fonte:
- Il Messaggero
Il ministro Marzano indica Emmanuele, Resca e Zimatore. Hanno 40 giorni per definire un piano
ROMA – I destini della Cirio sono in mano a un esperto di finanza, a un professore universitario di diritto e a un manager di lungo corso. Nella breve udienza tenuta ieri mattina dalla sezione fallimentare del Tribunale civile di Roma, il ministero delle Attività produttive ha indicato i nomi dei tre commissari giudiziali incaricati di assicurare l?amministrazione straordinaria del gruppo agro-alimentare e di guidarlo verso il risanamento, applicando la Prodi-bis. Si tratta di Emanuele Emmanuele, Attilio Zimatore e Mario Resca. Preso atto della proposta del ministro Marzano, il collegio giudicante, composto dal presidente Anacleto Grimaldi e dai giudici Pierluigi Baccarini e Vincenzo Vitalone, si è riunito in camera di consiglio, assicurando che «in tempi rapidi» sarà depositata la sentenza. Allo stato delle cose non sono previste sorprese e al massimo entro domani la Cirio dovrebbe essere ammessa alla procedura di insolvenza. L?alternativa, cioè l?immediata liquidazione, è puramente teorica.
I commissari in 40 giorni decideranno se l?azienda già guidata da Sergio Cragnotti ha le potenzialità per essere risanata. Emmanuele Emanuele, palermitano, 66 anni, presiede la Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, uno dei maggiori azionisti di Capitalia, la banca che ha accumulato un fardello particolarmente pesante di crediti verso la Cirio. Emanuele, avvocato esperto di procedure fallimentari, ricopre anche altri incarichi, tra cui quello di vicepresidente dell?Acri (Associazione tra le casse di risparmio) e della società per il Ponte di Messina. Attilio Zimatore, catanzarese classe 1955, è professore ordinario di Diritto privato e docente di Diritto civile alla Luiss. Mario Resca, ferrarese di 58 anni, è presidente di McDonald?s Italia, della Camera di commercio Usa nel nostro Paese e di Confimprese. Cavaliere del lavoro di fresca nomina, è anche consigliere dell?Unione pubblicitari associati e componente dei consigli d?amministrazione Eni e Mondadori. Nel periodo caldo delle nomine Rai si era parlato di lui come presidente o direttore generale a Viale Mazzini.
Le scelte di Marzano vengono apprezzate dai sindacati e dalla Confagricoltura, ma duramente criticate dall?Intesa consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc), che ha assunto la difesa dei piccoli risparmiatori ?pelati? dalle obbligazioni Cirio. La designazione – sostengono le associazioni – ubbidisce a «criteri squisitamente clientelari» e fa sorgere il sospetto di «conflitto di interessi». I commissari sono «tre personaggi in cerca d?autore, legati a doppio filo a quelle aziende di credito che hanno provocato il gravissimo dissesto finanziario nelle tasche di 30.000 risparmiatori». L?Intesa se la prende con il ministro Marzano specialmente perché non ha accettato di inserire tra i liquidatori un rappresentante dei consumatori. Disco verde, invece, da Cgil, Cisl e Uil, che danno atto al responsabile delle Attività produttive di aver tenuto «in grande considerazione le richieste sindacali». Le confederazioni rivendicano l?integrità del gruppo Cirio Del Monte (impianti e marchi), vogliono che il controllo resti in mani italiane e che la lavorazione del pomodoro riprenda subito in tutti gli stabilimenti. Intanto la Cirio Finanziaria e gli advisor Livolsi & Partners e Rothschild fanno sapere di non aver mai ricevuto offerte scritte, ma solo ?approcci? verbali dalla Star, interessata unicamente ai marchi Cirio e De Rica e ad alcune attività produttive, a patto che il debito fosse ristrutturato. Poiché l?integrità complessiva non veniva salvata, l?operazione non è andata avanti.
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