Tre commissari per Cirio
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fonte:
- Gazzetta di Parma
Li ha proposti Marzano, ora si attende il Tribunale
MILANO – Tutto come previsto. Crescono le possibilità di un salvataggio in extremis del gruppo Cirio. Nell`attesa della decisione del Tribunale di Roma sull`applicabilità al gruppo alimentare della legge Prodi-bis, richiesta martedì dal ministro alle Attività produttive Antonio Marzano come ultimo tentativo per salvare marchio e posti di lavoro, senza dover procedere alla liquidazione, lo stesso Marzano ha proposto i tre nomi cui affidare l`incarico di commissari giudiziali. Si tratta di Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Roma, di Mario Resca, numero uno di Mc Donald`s Italia, e del giurista Attilio Zimatore, ordinario di Diritto all`Università romana Luiss.
Se il Tribunale condividerà in toto le scelte di Marzano, sia riguardo all`applicabilità della Prodi-bis che riguardo ai nomi prescelti, saranno proprio Emanuele, Resca e Zimatore a valutare, entro 40 giorni dalla loro nomina, se vi siano le condizioni per salvare la Cirio ricorrendo all`amministrazione straordinaria. In tal caso, saranno nominati commissari straordinari.
L`udienza di ieri ha visto tra i presenti anche l`ex numero uno del gruppo, Sergio Cragnotti. E` stata breve, tanto che intorno a mezzogiorno i tre giudici, il presidente del Collegio giudicante, Anacleto Grimaldi, insieme a Vincenzo Vitalone e Pierluigi Beccarini, si sono riuniti in camera di consiglio per la sentenza. Le designazioni di Marzano di proporre Emanuele sono state criticate dall`Intesa dei consumatori: l`organizzazione, che raggruppa quattro sigle, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori ha emesso due note. La prima più pesante, la seconda rettificata. Nella prima, si citava Emanuele come «presidente di una fondazione che controllava la Banca di Roma, tra le maggiori aziende creditrici ad aver erogato crediti al gruppo Cirio e al dottor Cragnotti», e lo si invitava anche a dichiarare «apertamente di rappresentare i consumatori dell`Intesa concordando come primo atto l`azione revocatoria a tutela dei diritti dei risparmiatori».
Nel secondo comunicato la parte riguardante Emanuele è stata eliminata, ma è restata la prima, dove le scelte di Marzano, sono state bollate per essere state fatte «con criteri squisitamente clientelari ed in conflitto di interessi». Anche ieri sono proseguiti i commenti positivi circa la decisione di Marzano di optare per la Prodi-bis. «Auspichiamo che la strada intrapresa dalla legge Prodi porti a soluzioni rapide e realistiche per salvare e rilanciare il marchio Cirio» ha affermato il presidente di Confcooperative, Luigi Marino. Intanto, Livolsi & Partners e Rotschild, che hanno lavorato al piano di ristrutturazione del gruppo, hanno negato, in una nota, l`interesse del gruppo Star per tutta la Cirio: ci furono «a suo tempo volontà verbali dirette solo ad eventuale rilevazione dei marchi Cirio e De Rica e di parti di attività produttive da attivare esclusivamente dopo la ristrutturazione del debito».
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