6 Agosto 2003

Sulla strada degli automobilisti

Sulla strada degli automobilisti
anche il «Provida» della GdF



Centosessantatre mezzi sequestrati tra motocicli ed autovetture; duecentosessantotto contravvenzioni elevate soprattutto in relazione al mancato uso dei caschi; sedici patenti ritirate. Questi i numeri legati ad una settimana di attività di controllo sulle strade da parte della guardia di finanza.
Nel corso del recente fine-settimana sono state ottanta le fiamme gialle, suddivise in ventisei pattuglie, ad essere impegnate nel servizio predisposto a tutela della sicurezza ed al rispetto delle normative vigenti. In particolare sono state presidiate le principali zone balneari meta di notevole afflusso veicolare, anche con posti di controllo.
Nel complesso dell`operazione, sono stati controllati oltre trecento mezzi. Ma a supportare il vasto servizio, anche l`utilizzo del «Provida 2000», un sofisticato sistema di controllo elettronico della velocità, installato su alcune vetture di ordinanza della guardia di finanza. Lo strumento registra il campo visivo posto davanti e consente il sanzionamento degli automobilisti indisciplinati.
In pratica «Provida 2000» rileva ogni immediato superamento della velocità consentita, ponendo le forze dell`ordine nelle condizioni di bloccare in tempo reale ogni violazione. ed è proprio con l`uso dello strumento elettronico che sono state ritirate le sedici patenti di guida.
Il servizio di controllo del territorio da parte della guardia di finanza continuerà per tutta la stagione estiva, non solo con lo scopo di intercettare ogni violazione alle recenti normative del codice della strada, ma anche per il contrasto di altri reati, come lo spaccio di sostanze stupefacenti, la vendita di prodotti contraffatti e le violazioni fiscali.
Ma sulle norme del codice della strada, ed in particolare sul nuovo sistema della patente a punti, c`è da registrare una nota del Codacons.
Secondo l`associazione dei consumatori, la nuova procedura per ricorrere contro le multe davanti al giudice di pace, sarebbe vessatoria. «All`atto del deposito del ricorso, il cittadino multato deve versare alla cancelleria del giudice una somma pari alla metà del massimo edittale della sanzione prevista, pena la inammissibilità dello stesso ricorso.
La somma viene poi restituita al ricorrente solo in seguito all`accoglimento del ricorso. In caso di rigetto, invece, il giudice di pace assegna tale somma con sentenza immediatamente eseguibile». Come afferma Francesco Tanasi, presidente del Codacons, questa procedura presenterebbe aspetti di illegittimità contro i quali l`associazione presenterà eccezione nel corso di un giudizio avanti lo stesso giudice di pace, «a tutela di chi non potendo pagare la somma fissata con il massimo edittale, non può accedere alle vie legali».

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