2 Agosto 2003

Piazza, un futuro pieno di dubbi

Preoccupa il ricorso al Tar del Codacons, la cui discussione è fissata per marzo

Piazza, un futuro pieno di dubbi




PORTO SANT`ELPIDIO – Quel “benedetto“ – virgolette d`obbligo – ricorso del Codacons pesa come una spada di Damocle e obbliga tutti – in particolare gli uomini di governo della città – a porsi dei seri interrogati. Già perchè al contrario delle dichiarazioni di facciata che vogliono dipingere un clima tranquillo, le cose – pare – non siano affatto così semplici e il futuro della piazza elpidiense – leggi anche ex stadio Orfeo Serafini – è tutt`altro che scritto e già disegnato. Ma andiamo con ordine, partendo proprio da quelle che sono le dichiarazioni ufficiali. Quando chiedi al sindaco o ai suoi più stretti collaboratori, come intenderanno procedere per la questione della piazza – che ricordiamolo, è uno degli interventi più importanti che verranno fatti di qui ai prossimi cinque anni – la prima risposta che si riceve è che “adesso c`è l`estate e quindi nulla, a settembre metteremo mano alla questione“ poi che, comunque, tutto va bene e che, in autunno, si procederà con la pubblicazione del bando e l`individuazione, di conseguenza, del soggetto attuatore che dovrà poi trasformare in fatti concreti quelle che sono le previsioni che sono sulla carta (ovvero nuovo teatro, nuova viabilità, sei palazzine all`ex Orfeo Serafini, parcheggi, mercato coperto, nuovo palazzo a est della pizza, demolizione dell`ex casa municipale e di altri edifici).

Fin qui la parte ufficiale. Poi c`è una parte ufficiosa, fatta di un sottobosco di preoccupazioni esternate a mezza bocca o sussurrate nei corridoi del palazzo comunale che portano in luce tutta una serie di preoccupazioni legate al fatto che qualche mese fa, il Codacons ha presentato un esposto al Tribunale amministrativo regionale perchè, secondo il ricorrente, non sarebbe stato rispettato il piano paesaggistico. Stando al Codacons, infatti, sull`Orfeo Serafini non si possono costruire palazzine. Il Tar ha fissato la prima udienza per il marzo del 2004.

Se nel frattempo il Comune dovesse procedere e consentire l`inizio dei lavori di costruzione delle “famose“ sei palazzine, che succederebbe se poi la sentenza, attesa per la fine dell`anno prossimo, dovesse accordare ragione al Codacons? Come si fa a procedere in questa situazione?

Una vera spada di Damocle, come si diceva all`inizio, che pone tante perplessità e dubbi. Per di più è atteso il responso della Regione, che aveva chiesto di controllare la “bontà“ dell`operato della provincia (la quale ha dato parere favorevole alla variante).

Tante le incognite da sciogliere e i dubbi da chiarire. Sarà un autunno caldo.

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