31 Luglio 2003

I consumatori annunciano lo sciopero della spesa


L`Istat conferma un costo della vita rimasto fermo a luglio al 2,6%. Ma anche il temuto effetto siccità sulla spesa degli italiani, con un aumento della frutta fino al 3,2% su base annua.
Ed i consumatori tornano sul piede di guerra, proclamando un altro sciopero della spesa, il terzo, per il 16 settembre prossimo e ribadendo il loro «j`accuse» verso l`istituto di statistica.

I CONSUMATORI CONTRO L`ISTAT «L`Istat continua a prendere in giro con i già noti equilibrismi da consumati funamboli che riescono a rendere stabile il carovita» interviene l`Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc) denunciando «gli aumenti di moltissimi generi di prima necessità, quali alimentari, bevande, frutta e verdura, benzina e gasolio, servizi bancari e assicurativi, affitti, tasse locali, Ici, nettezza urbana». L`Intesa lancia così la terza giornata di sciopero della spesa per martedì 16 settembre, sottolineando che «la riuscita dell`iniziativa può incidere sulla finanziaria del governo, il cui Dpef è pieno di finanza creativa e di inviti a consumare, ma avaro di risorse per aumentare i redditi e rilanciare i consumi di massa».

OPERAZIONE PREZZI CHIARI Per aiutare i consumatori a fare scelte consapevoli e convenienti servono etichette chiare che consentano di fare confronti omogenei per qualità, varietà e prezzo, afferma la Coldiretti. La Cia rilancia la sua proposta: un`«Operazione prezzi chiari, finalizzata alla trasparenza nell`intera filiera agroalimentare (produzione, trasformazione e distribuzione) ? afferma la Confederazione italiana agricoltori ? per informare i consumatori su tutte le varie componenti del mercato attraverso le quali si arriva alla formazione del prezzo finale».

L`ISTAT: «AUMENTI STABILI» L`Istat ? nelle stime preliminari diffuse oggi che confermano le prime indicazioni arrivate la scorsa settimana dalle città campione ? fotografa per luglio un andamento dei prezzi al consumo in aumento dello 0,2% su base mensile, al 2,6% sull`anno scorso (lo stesso dato registrato anche a giugno).
E rileva l`accelerazione tendenziale dei prezzi alimentari registratasi negli ultimi tre mesi (dal 2,3% su base annua di maggio, al 2,9% di giugno, al 3,2% di luglio) ricordando che su base mensile il dato dei prodotti alimentari di luglio non presenta variazioni mentre tradizionalmente sono attesi cali in questo periodo.
Più in generale a luglio gli incrementi mensili più elevati (0,5%) hanno riguardato il capitolo trasporti (+2,0% tendenziale), trainato dal prezzo della benzina, e dal settore alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (+4,1% tendenziale) a causa degli effetti stagionali. Nessuna delle voci registra, invece, una flessione dei prezzi su base mensile.
Tra i dati su base annua da segnalare un aumento dell`8 per cento relativo a bevande alcoliche e tabacchi sul quale ha inciso l`aumento delle sigarette scattato a marzo.

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