Due anni in coma, deve pagare i rifiuti
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fonte:
- La Provincia di Como
L?ex marito si è rivolto al Codacons. Il sindaco: situazione tutta da valutare
Due anni in coma, deve pagare i rifiuti
Tassa implacabile: lei è in ospedale, la sua casa disabitata
San fermo della battaglia Una donna in coma, una casa disabitata ormai da due anni e una tassa dei rifiuti della quale il comune pretende comunque il pagamento. Questa la storia di Edvige, incosciente dal novembre del 2002, che passa da un ospedale all`altro. Per lei parla il marito, che, dopo la separazione, vive da alcuni anni a Frascati, vicino a Roma: «Il Comune mi ha fatto pervenire la tassa di 80 euro sui rifiuti relativa all`anno 2003 – racconta Gianni Dandini – Ma l`abitazione della mia ex moglie per tutto quel periodo è stata chiusa e completamente disabitata. Non vedo quindi perché dovrei pagare per dei rifiuti che nessuno ha prodotto». Tra Frascati e il comune di San Fermo c`è stata nei mesi scorsi una fitta corrispondenza, fatta di lettere, di documenti, di stralci di regolamenti e di ingiunzioni di pagamento. In effetti la legge parla chiaro sulla tassa dei rifiuti: «L`imposta colpisce non la persona, ma la casa – dicono all`ufficio tributi – Per annullarla l`abitazione dovrebbe non avere mobili e aver staccato le utenze, ovvero luce, acqua e gas. In caso contrario risulta ancora, almeno in teoria, utilizzabile, e quindi l`imposta deve essere pagata». Un regolamento inflessibile che rispetta la normativa nazionale ma – secondo il marito – forse un po` meno il buon senso: «Si tratta di un caso eccezionale: mia moglie si trova in condizioni gravissime ormai da tempo, e il comune infierisce su una situazione già di per sé drammatica». Dandini, di recente, ha chiesto l`aiuto dell`associazione dei consumatori Codacons e addirittura la consulenza di un avvocato per interpretare nel modo più corretto il regolamento comunale: «Sono convinto – prosegue – che il Comune abbia la facoltà di sospendere questa tassa, che io valuto ingiusta. Non è certo per gli 80 euro, ma è una questione di etica nei confronti di una persona che sta soffrendo». Tutto ora è nelle mani del sindaco: «Il regolamento c`è e va applicato – spiega Pierluigi Mascetti – ma ora mi informerò per capire se ci può essere un`area di manovra all`interno della legge».
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