Cirio: Da Banche Ancora Chiusura, Deleghe Entro Domani
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fonte:
- Ansa
Un colpo di scena entro la settimana. E` su questa eventualità che si concentrano le speranze della Cirio, ormai a soli quattro giorni dalle assemblee degli obbligazionisti di lunedì prossimo. Altrimenti si materializzerebbe lo spettro del fallimento.
Intanto, proseguono sul filo del rasoio i contatti con il sistema bancario per sondare un eventuale miglioramento delle condizioni di rimborso offerte agli obbligazionisti in base al piano Livolsi. Ma al momento, secondo quanto si apprende, gli istituti di credito continuano a chiamarsi fuori senza mostrare alcuna disponibilità a sacrificare parte dei propri crediti a favore dei bondholder del gruppo insolvente.
“Non ci risultano incontri per rifinanziare“, ha detto oggi l`amministratore delegato del Sanpaolo Imi Alfonso Iozzo, escludendo persino che fossero in vista riunioni delle banche creditrici per migliorare il piano di ristrutturazione Cirio.
“Non ci sono sviluppi, la sensazione è che non c`é molto ottimismo“, dice una fonte bancaria, aggiungendo tuttavia che i contatti con le banche ci sono e proseguono, anche se finora non hanno dato frutti. Si spera – dice la fonte – per una soluzione entro venerdì, quando è convocato un nuovo consiglio di amministrazione che farà il punto della situazione prima dell`appuntamento con gli obbligazionisti a Londra il 28 luglio. Nel frattempo nella sede di Via Valenziani si contano le deleghe e i moduli di voto per le assemblee. Fonti del gruppo fanno sapere che “é sostanzialmente raggiunto“ il quorum del 25% necessario per le sette emissioni di bond Cirio, ma anche che ad oggi “si è ancora lontani dal raggiungimento della maggioranza qualificata del 75% (all`interno del 25%) necessaria per approvare il piano di ristrutturazione“.
A poche ore dalla scadenza del termine per l`accettazione delle istruzioni di voto, prevista domani, il presidente di Cirio finanziaria Giovanni Fontana, l`amministratore delegato Gianfranco Cianci e il consigliere delegato Roberto Colavolpe hanno firmato oggi un comunicato in cui chiedono esplicitamente agli obbligazionisti “di votare sulle delibere per l`approvazione del piano di ristrutturazione“. In queste ultime ore decisive il management, per fornire chiarimenti agli obbligazionisti indecisi o dubbiosi, è a disposizione dei detentori dei bond anche attraverso un numero di telefono speciale fino alle 22 di domani.
Intanto, fa sapere la società, dal lato dell`economia `reale` gli sforzi per andare avanti nella produzione proseguono. Nel sud Italia, a Caivano, è iniziata la campagna di lavorazione di pomodori per un milione di quintali. Sull`altro fronte, quello delle avances fatte dal gruppo turco Cukurova, sembra farsi sempre più inconsistente il `progetto` di un`integrazione del piano elaborato dal consulente Livolsi & Partners attraverso un`offerta che potesse convincere gli obbligazionisti ad esprimersi a favore della ristrutturazione del gruppo. Cukurova aveva promesso un`iniezione di liquidità di oltre 250 milioni di euro, incontrando tuttavia la richiesta di precise e stringenti garanzie da parte del management Cirio. “Entro ieri – dice una fonte qualificata – Cukurova in base a quanto aveva detto avrebbe dovuto presentare il nome dell`advisor (un rappresentante della società aveva parlato di Markman Consulting & Partners) e indicare le necessarie garanzie bancarie, ma fino ad ora non è arrivato niente“.
“Mi sembra – aggiunge una fonte bancaria – che se ci sarà un intervento esterno questo sarà da parte delle banche piuttosto che un concretizzarsi del progetto turco, anche se al momento dal sistema bancario non ci sono segnali di disponibilità“. Mentre sembra escluso che l`ex patron della Cirio Sergio Cragnotti possa andare incontro a un`azione di responsabilità da parte dell`attuale management della Cirio, come riportato oggi dalla stampa (“non spetta certo ai vertici della societa“, dice una fonte), prosegue la polemica sul nodo del comportamento delle banche in occasione del collocamento dei bond Cirio, sprovvisti di rating, presso clienti privati che si sono poi ritrovati con obbligazioni poi dichiarate in default.
“All`interno della banca avevamo dato un`indicazione chiara: non impedire di acquisire titoli ad alto rischio, ma fare in modo che i clienti fossero consapevoli“, ha detto oggi il presidente del Sanpaolo Imi Rainer Masera. Una dichiarazione che ha suscitato l`amara risposta dell`Intesa dei consumatori, che in un comunicato ha bollato le parole di Masera come “una beffa per tanti risparmiatori che hanno acquistato in obbligazioni e non in azioni, proprio perché avevano una bassa propensione al rischio“.
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