La siccità non spinge l`inflazione
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fonte:
- Libertà
La siccità non spinge l`inflazione
In luglio l`aumento del costo della vita è rimasto fermo al 2,6%
Milano – L`inflazione (quella ufficiale) non scende. Secondo i dati rilevati nelle città campione, a luglio il costo della vita è aumentato del 2,6% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratta dello stesso dato di giugno, mentre da marzo a maggio il costo della vita (sempre rispetto agli stessi mesi del 2002) era salito del 2,7%.
Ma le associazioni dei consumatori definiscono «bugiardi» i dati ufficiali e annunciano uno sciopero della spesa. Nel recente Documento di programmazione economica e finanziaria, il governo prevede un`inflazione media annua del 2,4%, ma in questi primi sette mesi dell`anno una simile percentuale non si è mai vista (a gennaio e febbraio si era attestata attorno al 2,6-2,8%). E` vero che, secondo l`Istituto di Studi e Analisi Economica, la crescita dei prezzi dovrebbe attestarsi, a fine anno, attorno al 2,2-2,3%, ma la media annua è ben altra cosa e poi, dopo l`estate, gli italiani si troveranno a fare i conti con l`effetto-siccità. Già in questo mese di luglio la siccità ha provocato un aumento dei prezzi: frutta e verdura segnano rialzi superiori alla media. Aumentano notevolmente i trasporti. Da segnalare che a Torino e a Trieste anche l`aggiornamento trimestrale degli affitti è risultato sopra la media. Le polemiche dopo la diffusione dei dati, come sempre, non si sono fatte attendere. Elio Lannutti, presidente dell`Adusbef (una delle associazioni di consumatori), parla di «inflazione fasulla, bugiarda». «A settembre – aggiunge – se non ci sarà un`inversione di tendenza, proclameremo il terzo sciopero della spesa».
L`Adiconsum, invece, parte da più lontano. Sostiene che i dati forniti dall`Istat non fanno che confermare il calo dei consumi (a causa della perdita del potere d`acquisto). Sui rincari degli ortaggi, invece, la colpa sarebbe delle gelate di Pasqua e della speculazione, mentre i rincari dovuti alla siccità (accompagnati dalla solita speculazione) li dovremo affrontare in autunno. Le associazioni di consumatori, poi, attaccano l`Istat. «Anche la Camera di Commercio di Milano – dicono – ha rilevato che l`Italia si trova al vertice delle classifiche dei rincari, dopo Irlanda, Portogallo e Grecia. Ma questa realtà è sempre negata dall`Istat e dai ministri economici». D`accordo è l`Intesa dei consumatori che, oltre all`Adusbef, rappresenta Codacons, Federconsumatori e Adoc. L`intesa chiede come «con gli ultimi dati Istat, seppure edulcorati e non rappresentativi della realtà dei consumi, il Governo può pensare di centrare l` obiettivo fissato nel Dpef di un`inflazione al 2,4% nel 2003?». Allo stesso tempo, proseguono i consumatori, è «fuori dalla realtà la crescita della spesa delle famiglie fissata allo 0,7% nel 2003». Per questo, l`Intesa dei consumatori (che a suo tempo denunciò la speculazione della rete commerciale sul passaggio lira-euro) non esclude di proclamare il terzo sciopero della spesa a settembre «quando – dice – la crisi dei redditi sarà ancora più grave senza una incisiva inversione di tendenza».
Molto prudente, al contrario dei mesi scorsi, il commento della Confcommercio: «L`incremento dei prezzi a luglio, che incorpora già gli effetti della siccità, riflette una situazione sotto controllo, ed in linea con le prospettive di rientro dell`inflazione nei prossimi mesi». Più polemica la Confesercenti: «Il rientro dell`inflazione (la media europea è al 2%, n.d.r.) è più lento delle attese. E` ora che produttori, commercianti e consumatori si impegnino ad analizzare i reali processi di formazione dei prezzi». E il ministro delle Politiche Agricole, Alemanno, ha comunicato ieri che nei prossimi giorni sarà presentato un «accordo preliminare» fra organizzazioni degli agricoltori e dei commercianti «per affievolire la tensione sui prezzi, soprattutto per quanto riguarda i prodotti freschi».
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