19 Luglio 2003

Cirio, il piano Cukurova approda in Consiglio ed è subito bagarre

Cirio, il piano Cukurova approda in Consiglio ed è subito bagarre




ROMA Il progetto di rilancio del gruppo Cirio ?firmato? dalla società turca Cukurova approda in Cda. Ed è tourbillon. Per i turchi il piano è stato «recepito positivamente», e quindi è pronto per l`esame degli advisor Cirio, Livolsi e Rothschild, che in una settimana dovrebbero fornire un parere, con il Cda Cirio pronto a riunirsi ancora, subito dopo averlo ottenuto.
Ma, a poche ore dalle notizie ottimiste diffuse dal portavoce del gruppo straniero, dalla sponda Cirio arriva poco meno di una doccia fredda. Il Cda – recita il comunicato diffuso – «ha preso atto del documento» (si badi bene, non ?piano?) ricevuto, «senza peraltro procedere ad alcuna sua valutazione». La società quindi «smentisce quanto riportato dal rappresentante di Cukurova circa una valutazione positiva del documento». In pratica, nel testo di Cukurova (che ancora non ha advisor, ma fa sapere che ne nominerà uno lunedì) mancano ancora, secondo l?impresisone del Cda, le chiare garanzie finanziarie che consentirebbero un giudizio. Il testo verrà, in ogni caso, girato agli advisor. Ma nel frattempo si avvicina a passi da gigante la scadenza delle assemblee (il 28). E, come è facile capire, lo spiraglio per nuovi interventi si fa sempre più stretto.
A proposito delle assemblee: anche su questo, ieri, c?è stata maretta. Anzi, mare forte, grazie alle ondate scatenate da dichiarazioni radiofoniche attribuite al presidente del gruppo romano Gianni Fontana, secondo cui Cirio ipotizzerebbe un ricorso al Trustee londinese per invalidare il risultato delle assemblee se da queste ultime venisse una bocciatura al piano di conversione in azioni. Lo stesso Fontana, e nello stesso comunicato che gelava i turchi, faceva sapere che «non è allo studio, né è mai stata discussa dal Cda alcuna ipotesi d?invalidazione». Al mercato invece si mandava a dire, a proposito dei contatti con Cukurova, che «ove fossero definiti i termini e le condizioni dell?operazione, e qualora la stessa comporti un`offerta pubblica, la stessa sarà pubblicata in apposito documento informativo e sottoposta al nullaosta della Consob». La quale ultima, invece, nulla avrebbe ovviamente a che dire di un semplice piano di alleanze o risanamento come quello apprestato dal gruppo turco, oggetto pieno della giurisdizione dei Cda.
Sul contatto con Cukurova si erano fatte sentire ieri anche Adusbef, Codacons e Federconsumatori, lamentando «assenza di comunicazioni complete, trasparenti e non fuorvianti». Mentre sul comportamento delle banche verso i titolari di bond aveva sparato a zero la Fabi, il maggior sindacato autonomo dei bancari, accusando «determinati operatori bancari di mancato rispetto delle regole previste, in particolare a tutela della trasparenza e dei risparmiatori», e invitando le autorità di controllo ad intervenire.




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