19 Luglio 2003

La Cirio chiede assicurazioni sulla serietà dell`offerta turca

La Cirio chiede assicurazioni sulla serietà dell`offerta turca



MILANO ? Si avvicinano le posizioni fra il cda di Cirio e i turchi di Cukurova, che dietro sollecitazione di Sergio Cragnotti hanno messo a punto un piano di salvataggio alternativo a quello degli advisor Livolsi e Rothschild. La società romana, però, vuole assicurazioni sulla serietà dell`offerta turca e ha posto diverse condizioni prima di prenderla in considerazione. Quanto agli obbligazionisti, «il progetto del gruppo turco Cukurova sconcerta» Adusbef, Codacons e Federconsumatori, che «lamentano la totale assenza di comunicazioni complete, trasparenti e non fuorvianti» e chiedono l`intervento della Consob. Anche i vertici di Cirio, del resto, non sembrano molto convinti: per far sì che il progetto Cukurova eventualmente «si integri col piano Livolsi», il cda aspetta «una serie di passaggi che comprovino la serietà dell`offerta», ha detto ieri il presidente Gianni Fontana. Le condizioni preliminari richieste dal cda sono il via libera della Consob, la sponsorizzazione del piano da parte di un advisor di peso e un affidavit bancario «indiscutibile». Senza questi tre pre-requisiti, ha detto Fontana, il gruppo, accettando la proposta dei turchi, rischierebbe di imbarcarsi in un`avventura dagli esiti incerti. Sul fronte delle assemblee degli obbligazionisti, Cirio potrebbe invece ricorrere al Trustee londinese e cercare di invalidare il risultato se decidessero una bocciatura al piano di conversione in azioni. «Potremmo valutare di invalidare il risultato – ha detto il presidente della società – a volte è successo». Nessuna apertura, quindi, all`eventualità di concedere condizioni migliori agli obbligazionisti, chiamati il 28 luglio ad approvare l`onerosa conversione in azioni del piano Livolsi. «Inadempienze procedurali per appellarsi a Law Debenture – replica il rappresentante degli obbligazionisti aderenti al Siti, Domenico Bacci – ce ne sono a iosa e le abbiamo già segnalate alla Consob. Ma anche dando per assodato che le assemblee venissero invalidate, il problema resterebbe irrisolto, in quanto l`esecuzione del piano di ristrutturazione resta condizionata al sì degli obbligazionisti». Secondo Bacci, basterebbe un piccolo sforzo supplementare: «Abbiamo calcolato – sostiene – che sarebbero sufficienti appena altri 80 milioni di euro per far salire il rimborso agli obbligazionisti di Cirio Holding, Cirio Finance e Cirio Finanziaria, attualmente fermo al 13,5% per la prima categoria di titoli e al 21% per le altre due, fino al 30%, mantenendo uguale quanto già promesso a chi detiene titoli Cirio Del Monte», i meno penalizzati con il 79%.

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