Arrestati dai Nas 18 fra ricercatori, bidelli e studenti di Giurisprudenza
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fonte:
- Il Tempo
ESAMI comprati e venduti, bidelli e assistenti di Giurisprudenza nel ruolo di «mercanti». E studenti della Sapienza pronti a pagare fino a tremila euro, per quel voto sul libretto. Un ciclone giudiziario senza precedenti, una tempesta. Centoventi carabinieri dei Nas di Roma che bussano contemporaneamente a trentacinque porte: perquisizioni, avvisi di garanzia, arresti domiciliari.
Inizia alle 6 di ieri mattina il giorno più lungo dell?università più prestigiosa della Capitale, l?ateneo più grande d?Europa. Comincia con una ferita dove fa più male, nella culla del diritto: è l?inchiesta della procura di Roma sul «mercato» degli esami nella facoltà di Legge. Il pm Vincenzo Barba chiede, il gip Mariagiulia De Marco firma l?ordinanza, i militari del colonnello Stefano Ortolani e del tenente Marco Datti eseguono i provvedimenti. E all?alba vengono arrestati quattro ricercatori, un professore associato, sei dipendenti amministrativi fra bidelli e personale di segreteria, sette studenti di Roma – fra cui i due figli di un noto imprenditore – Cosenza, Latina, Rieti e Sassari. Trentacinque i decreti di perquisizione, quarantaquattro gli indagati: nella lista c?è anche il preside della facoltà, il professor Carlo Angelici, insieme a un giovane studente egiziano, Ibrahim A. M., che gli avrebbe fatto un regalo. Tutti quanti accusati di corruzione e abuso in atti d?ufficio in concorso fra loro, tranne tre membri della segreteria cui si contesta pure l?associazione per delinquere.
Nomi pesanti, quelli delle persone ai domiciliari, nomi che contano. I ricercatori sarebbero Michele Gelardi, Gabriella Troise, Fausta Pugliese, oltre al bidello Loris Fioravanti. Secondo l?accusa il meccanismo di compravendita degli esami – 27 i casi considerati sicuri – prevedeva un contatto intermedio degli studenti, tutti di ottima famiglia, col personale amministrativo. Quest?ultimo assicurava il buon esito dell?esame agendo sul personale docente: prezzo variabile fra i 1500 e i 3000 euro per esami come privato, commerciale, pubblico, ecclesiastico, economia politica e procedura penale. Bastava esser certi di non rispondere alla prima chiamata, in sede d?esame, per non finire dall?assistente sbagliato.
A dare il via all?inchiesta, sei anni dopo la tragedia di Marta Russo, la denuncia di una segretaria e di un professore. L?indagine intanto, mentre il Codacons chiede l?annullamento anche per persone già laureate di tutti gli esami «comprati», sembra solo all?inizio.
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