17 Luglio 2003

E il progetto delle ipoteche sulla casa durò solo poche ore

LA PROPOSTA PER RILANCIARE I CONSUMI ERA STATA ACCOLTA CON CRITICHE

E il progetto delle ipoteche sulla casa durò solo poche ore




Le ipotesi di utilizzo di mutui sulla casa per rilanciare i consumi non figurano più nella stesura finale del Dpef. Lo studio, che era contenuto in un approfondimento tecnico di una bozza preliminare del documento, suggeriva di utilizzare, come già fatto da altri paesi, la ricchezza immobiliare delle famiglie per spingere, attraverso linee di credito, i consumi.
Una ipotesi che aveva registrato pochi consensi e tanti no. Spaccato il mondo bancario, e ovviamente favorevole Forza Italia che con il responsabile economico ed eurodeputato Renato Brunetta definiva «positiva» l?iniziativa. Da sindacati, consumatori e opposizione, segnatamente la Margherita, le critiche più feroci all?ipotesi lanciata dall?esecutivo. E per la Uil, l?ipotesi avrebbe anche potuto essere praticabile «a patto che i mutui li avesse pagati tutti Tremonti…».
Toni duri, dunque, quelli della contestazione. Rosy Bindi, responsabile delle politiche sociali della Margherita, attaccava: «Non si tratta più di finanza creativa, ma di vera perversione». A farle eco il responsabile economico dello stesso partito Enrico Letta: «Una rinegoziazione dei mutui senza sgravi fiscali, è una strada non percorribile». Caustico, il segretario Pierluigi Castagnetti: «Una ipoteca sulla casa per comprare le zucchine».
Con l`ipotesi di «ipotecare subdolamente le proprietà immobiliari private» per rilanciare i consumi, il governo «vuole ipotecare il futuro ai vivi e ai morti». A pensarla così l?Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori). E l?accensione di mutui contro l`ipoteca sulla casa, che vige in Inghilterra e Stati Uniti, è criticata anche da Altroconsumo: dall?associazione molti dubbi sul fatto che l?operazione potesse assicurare gli stessi effetti in Italia, se non altro perché «la componente consumi nelle economie di quei paesi è più elevata e quindi anche l`effetto indotto dalla misura».
«Al trucco di incoraggiare i consumi delle famiglie con la vecchia ipoteca sulla casa di proprietà non ci crede nessuno – secondo la Bindi – Sarebbe più onesto e serio se il governo dicesse che non intende più finanziare i servizi pubblici e per far fronte alle spese per la salute, l`assistenza, le pensioni e l`istruzione chiedendo alle famiglie di accollarsi un bel mutuo e un`ipoteca».
Bocciatura da parte della Uil, che sarcasticamente lasciava aperto uno spiraglio. «La ripresa dei consumi – per Adriano Musi, segretario generale aggiunto – non è fatta sui debiti ma sulla possibilità di spendere ciò che si è guadagnato. Rilanciare i consumi con i mutui è poco credibile, a meno che il mutuo non lo addebitiamo tutti a Tremonti».


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