15 Luglio 2003

Consumatori: l`Intesa chiede 24 miliardi di sgravi fiscali



Il debito pubblico aumenta, così l`inflazione, cresce anche l`indebitamento dei cittadini verso le banche, mentre i salari crescono, ma non abbastanza da garantire il mantenimento del potere d`acquisto dei lavoratori (1 punto percentuale meno dell`inflazione, a maggio): è questo il quadro dipinto dall`Intesa dei consumatori, che lamenta una situazione che rischia di diventare insostenibile e chiede al Governo di intervenire per arrestare questa tendenza.
Il ragionamento dell`Intesa è consequenziale: gli aumenti di beni di consumo e servizi, legati anche a scelte dell`esecutivo come l`introduzione dei ticket, non supportati da un parallelo aumento delle retribuzioni (o per lo meno: non supportati da un aumento delle retribuzioni contrattuali sufficiente a garantire il mantenimento del potere di acquisto delle retribuzioni), ha costretto molti cittadini ad indebitarsi per poter far fronte alle spese.
In altre parole: essendo aumentati notevolmente i prezzi, oggi si spende di più per consumare di meno rispetto a prima.
Questa affermazione, secondo i consumatori, è provata dal fatto che, parallelamente al calo dei consumi lamentato dai commercianti, al calo della fiducia dei consumatori testimoniato dall`Isae, si registra un impennata del gettito Iva (+15%) e un aumento del “valore“ dei consumi.
Attenzione alle sfumature: è il valore dei consumi a crescere, non i consumi.
Anzi, a causa della diminuita capacità di spesa delle famiglie, è calata notevolmente la propensione ai consumi.
Come far fronte a una situazione che appare ben poco rosea? Secondo l`Intesa deve essere il Governo a intervenire, e già dalla prossima Finanziaria, per discutere la quale i consumatori chiedono di essere convocati insieme alle altre parti sociali.
Le misure proposte vanno dagli sgravi fiscali pluriennali per i cittadini con redditi inferiori ai 16.000 euro (per la copertura sarebbero necessari circa 24 miliardi di euro), all`adozione di un provvedimento per far anticipare alle banche le cedole (bond Cirio, obbligazioni argentine eccetera) confiscate a tempo indeterminato.
Solo così, secondo l`Intesa, si potrà avviare un ciclo virtuoso che permetterà il rilancio dei consumi.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this