Dalla siccità mazzata sui prezzi
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fonte:
- Il Messaggero
Si tratta dei cocomeri e delle pesche. Se trecento sessantacinque giorni fa, infatti, il prezzo al chilo per il cocomero era mediamente di cinquecento lire, poteva arrivare fino alle ottocento, ma non di più, attualmente il prezzo può variare da un euro a 1,30. Cosa significa? Significa che per una anguria si può arrivare a spendere anche tre volte di più. Le pesche, invece, costano tra i 2,30 e i 2,40 euro.
«Denunceremo gli aumenti generalizzati – annuncia Carla Falcinelli, vice presidente nazionale della Codacons – ragioneremo sui problemi legati agli eventi naturali e capiremo quali sono gli aumenti giustificati». E sì, perché gli aumenti sembrano effettivamente troppo generici, ricadono anche su produzioni che non sembrano aver subito danni per le temperature eccessive. «A noi sembra che spesso gli effetti precedano la causa – continua la presidente Falcinelli – e non va bene usare gli eventi naturali per giustificare situazioni che non sempre dipendono da essi. Le produzioni dei cocomeri, per esempio non hanno subito decrementi eppure il prezzo è salito di molto». Tra angurie e pesche si possono conteggiare mediamente aumenti anche del cinquanta per cento, ma sono anche altri i prodotti che ne risentono. I pomodori, per esempio, a Perugia costano ben 1,50 euro al chilo (contro i 0,60 di Firenze), e lieviteranno anche i prezzi di carote e patate. Le zucchine non scendono sotto i due euro. «gli aumenti ci sono e sono altissimi – continua Falcinelli – ma ciò che si nota maggiormente è il fatto che non si è verificata la abituale diminuzione dei prezzi tra primavera ed estate. Siamo in balia della poca chiarezza».
Non smentiscono i grossisti, ammettono in media circa il venti per cento di aumento e lamentano un calo delle eproduzioni, soprattutto dal punto di vista qualitativo. «I prezzi sono più alti – dicono – attualmente risentono anche delle gelate di aprile, oltre che del troppo caldo. Le cose maturano male e durano poco. E` per questo che chi ha buone produzioni le fa pagare molto. A volte si ricorre all`acquisto di produzioni provenienti dall`estero».
A questo proposito la Codacons ha qualcosa da dire. «Abbiamo notato che spesso dal cartello sparisce la provenienza del prodotto – avverte Carla Falcinelli – mentre questa indicazione è molto importante perché in Italia esistono regole maggiormente precise sull`utilizzo dei pesticidi, rispetto alle altre nazioni».
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