10 Luglio 2003

Codacons: in serie B le retrocesse

«Ma le trappole sono davvero finite?»

Ottimismo e attenzione.
Soddisfatti il sindaco Scapagnini, l`assessore Di Caro, il presidente Lombardo





Roma. «Sono soddisfatto perchè finalmente è stata messa una parola di chiarezza, speriamo definitiva, a questa tormentata vicenda che da settimane seguiamo passo dopo passo».
Lo ha detto il sindaco di Catania, Umberto Scapagnini, commentando la decisione della Figc di riammettere «senza condizioni» il Catania in serie B.
«Pur continuano a rimanere attenti a quello che accade per schivare qualche trappola che qualcuno ha disseminato per strada – continua – oggi abbiamo avuto riconosciuto anche dalle istituzioni calcistiche, e non solo dalla magistratura ordinaria, quel giusto rispetto che in tutte le sedi abbiamo reclamato. Ora – ha concluso – non dobbiamo abbassare la guardia capitalizzando al meglio la decisione di oggi, investendo sulla tifoseria che ha mostrato, come tutta la città d`altronde, compattezza e determinazione, esemplificando al meglio lo sforzo corale che la città sta producendo per il suo rilancio e il suo sviluppo».
«Il felice epilogo odierno era stato ampiamente previsto, per cui non possiamo che esprimere soddisfazione per la delibera approvata dal consiglio federale della Figc. Ma questo non basta, fino a quando non sentiremo più parlare di ricorsi, arbitrati, cavilli, aule giudiziarie e frattaglie varie la città di Catania e l`amministrazione tutta non abbasserà la guardia, Nessuno scipperà la B al Calcio Catania». Queste, invece, le parole dell`assessore comunale allo Sport di Catania, Paolo Di Caro.
«Siamo soddisfatti per questa ulteriore e, speriamo definitiva, affermazione che il Catania giocherà il prossimo campionato in serie B. Qualsiasi ulteriore tentativo, che ritengo ormai remoto, di danneggiare la Società, non potrebbe essere nè compreso, nè assolutamente giustificato». Lo ha dichiarato il presidente della Provincia regionale di Catania, Raffaele Lombardo. «Ribadiamo – continua – la necessità di una seria e tempestiva programmazione, al fine di evitare che il prossimo torneo sia travagliato, come quello appena concluso».
Enzo Bianco, parlamentare della Margherita ed ex Ministro dell`Interno e sindaco di Catania, ha dichiarato: «Pescante mi ha detto testualmente che se il Tar dovesse ritenere la federazione pienamente ottemperante rispetto all`ultimo decreto, allora naturalmente il sottosegretario non interverrà. Ma se il Tar dovesse ritenere l`inciso relativo all`esercizio dei diritti dubbio ai fini dell`applicazione del più recente decreto, allora Pescante farebbe ciò che è suo dovere fare, cioè esibire la decisione del Tar Sicilia in Federazione e risolvere definitivamente la vicenda. Per cui in un senso o nell`altro pare di poter dire che il Catania è definitivamente in serie B». Bianco riafferma dunque la certezza della riammissione del Catania in B: «Solo adesso possiamo dire che la vicenda del Catania è conclusa. La squadra rossazzurra è in serie B».
La situazione della serie B, con il Catania riammesso nel campionato dal Tar, i ricorsi del Venezia, le posizioni della Federcalcio, gli appelli a Ciampi del Napoli, le polemiche a non finire, è «obiettivamente inammissibile». Anche perché la guerra andrà presumibilmente avanti. Il Codacons e l`associazione utenti sportivi (aderente al Codacons) scendono oggi in campo, e lo fanno con una clamorosa diffida a Coni e Federcalcio, affinchè riammettano in B le squadre retrocesse, seppur senza effetti economici (cioè privandole dei fondi distribuiti alle squadre). «Nell`interesse degli utenti sportivi è necessario azzerare la situazione e porre così fine ai tanti contenziosi, commenta il presidente del Codacons, Rienzi.
«Siamo sempre alla penultima puntata» ha detto l`amministratore unico del Venezia, Franco Dal Cin ricordando che il Venezia attende il pronunciamento del Tribunale di Roma sull`ammissione all`arbitrato davanti al Coni.
«Spero che succeda quello che deve succedere, se una squadra ha avuto un privilegio questo privilegio deve essere esteso ad altre società». Il patron del Genoa, Enrico Preziosi, commenta così l`ultimo atto del caso Catania.

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