3 Luglio 2003

MA QUESTA È UNA PUNIZIONE





I problemi del pronto soccorso dell`ospedale S.Chiara di Trento sono noti a tutti. Sono problemi che in certi periodi e in certi giorni diventano gravissimi. Specialmente d`estate. Tutti ricordano cosa accadde un anno fa, tra giugno e luglio: esasperazione dei cittadini, inchieste giornalistiche, polemiche politiche, addirittura una segnalazione alla Procura della Repubblica da parte del Codacons, promesse di soluzione da parte dell`azienda sanitaria e dell`assessorato provinciale. Quella stessa azienda e quello stesso assessorato che oggi sembrano gli unici in Trentino a non conoscere questi problemi tanto da sentire il bisogno di mandare un`ispezione al pronto soccorso con la penosa giustificazione che ci sono state delle lamentele di cittadini.
Ma come: l`azienda sanitaria e l`assessorato non conoscono i problemi del pronto soccorso? Scoprono improvvisamente che ci sono lamentele da parte dei cittadini?
Viene da chiedersi: gli unici che non conoscono i problemi del Pronto soccorso sono proprio coloro che questi problemi avrebbero dovuto risolvere, cioè l`azienda sanitaria e l`assessorato? Io stesso, esattamente un anno fa, il 5 luglio 2002, inoltravo una interrogazione al presidente della giunta provinciale per segnalare i gravi e intollerabili problemi del pronto soccorso del S.Chiara e per sollecitare l`azienda e l`assessorato ad affrontarli urgentemente.
L`assessore e l`azienda mi risposero con calma, un mese dopo, il 7 agosto, facendomi presente tutta una serie di ragioni, legate alla organizzazione della sanità e al comportamento di molti cittadini, che stavano alla base dei problemi del pronto soccorso. Si diceva nella risposta: “è esperienza comune di tutte le strutture di pronto soccorso, in particolare nelle città sedi di ospedali ad alto bacino di utenza che un numero progressivamente maggiore di cittadini ricorra al pronto soccorso senza veri motivi di urgenza e, spesso, senza avere prima interpellato il proprio medico di fiducia. La motivazione di questi accessi, per definizione impropri, è dovuta ad una molteplicità di fattori, in particolare alla non sufficiente conoscenza dell`utilizzo appropriato delle diverse forme di erogazione dell`assistenza del Servizio sanitario (medicina generale e pediatria di libera scelta, continuità assistenziale, specialistica ambulatoriale), ed anche all`intento di ottenere in tempi rapidi prestazioni specialistiche ambulatoriali, eludendo in tal modo eventuali liste di attesa e la partecipazione alla spesa“.
Nella risposta si fornivano poi tutta una serie di dati sul crescente afflusso al pronto soccorso e sui tempi di attesa dei cittadini, si segnalavano tutta una serie di provvedimenti che sarebbero stati adottati relativi alla riorganizzazione del rapporto tra medici di base e pronto soccorso, si assicurava che le carenze del personale del pronto soccorso sarebbero state presto colmate.
Oggi, l`azienda e l`assessorato di fronte ai persistenti problemi del pronto soccorso del S.Chiara (anche se non siamo più, almeno finora, ai livelli drammatici di un anno fa) dovrebbero dirci cosa hanno fatto a un anno di distanza dalle promesse di allora. Perché loro non hanno bisogno di conoscere dei problemi che conoscono benissimo, e nel dettaglio (tanto da sapere giorno per giorno i tempi di attesa dei cittadini), ma hanno il dovere di risolverli questi problemi.
Sono problemi non facili, tant`è vero che lo stesso assessorato, nel corso di questa legislatura, aveva proposto l`introduzione del ticket (così come è stato fatto, almeno in parte a Bolzano, dove si verificavano analoghe situazioni di sovraffollamento) per arginare gli abusi di coloro che si rivolgevano al pronto soccorso senza averne effettivamente bisogno o per saltare le liste di attesa per le visite specialistiche.
Io fui tra coloro che si opposero al ticket e che proposero invece di lavorare più per un diverso rapporto tra medici di base, cittadini e servizio di pronto soccorso e per impegnarsi di più sul fronte della riduzione dei tempi di attesa per le visite specialistiche. In ogni caso, il problema degli accessi ingiustificati esiste ed aggrava la situazione di coloro che invece hanno effettivamente bisogno del pronto soccorso. C`è ancora la grave questione delle liste di attesa per le visite specialistiche che è uno dei fattori di sovraccarico del pronto soccorso. Una questione che abbiamo ripetutamente affrontato con l`assessorato e l`azienda. Ricordo gli incontri pubblici organizzati dal gruppo consiliare provinciale DS-Rete-Solidarietà in questi anni con la partecipazione dell`assessore, del direttore dell`azienda sanitaria, del presidente dell`ordine dei medici, di molti primari, medici ospedalieri, medici di base, operatori sanitari, cittadini interessati. Ricordo gli sforzi dello stesso assessorato e dell`azienda per ridurre i tempi nelle liste di attesa e anche alcuni positivi risultati ottenuti.
Anche qui, però, siamo di fronte a problemi rilevanti che si scaricano sul pronto soccorso nei confronti del quale è evidente, a questo punto, che una ispezione, o una verifica come in politichese la vogliono chiamare, appare più un atto punitivo che non un atto conoscitivo. Perché non c`è da conoscere quello che si conosce già e molto bene.
C`è da lavorare, invece, ancora, per affrontare la questione alla radice e per non scaricare sul personale ospedaliero problemi che, invece, sicuramente per la maggior parte almeno, hanno origini altrove. Come l`azienda e l`assessorato ben sanno. E allora, perché un atto punitivo?

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this