1 Luglio 2003

Black-out scongiurato anche per oggi

Black-out scongiurato anche per oggi. Ma domani chissà




Roma. Ancora due giornate di tregua, ieri e oggi, sul fronte black-out. Ma il sistema resta al limite del collasso: i tecnici stanno lavorando su un equilibrio domanda-offerta che si gioca sul filo di lana e il ministro delle Attività produttive Antonio Marzano sottolinea di non poter «giurare» sul fatto che presto l?emergenza non possa riproporsi.
Mentre ieri il tilt, che giovedì scorso aveva visto 6 milioni di italiani alle prese con ascensori bloccati e semafori spenti, è stato scongiurato e anche per oggi il Grtn ha già anticipato che non ci dovrebbero essere problemi, si comincia a ragionare sulle misure da adottare per affrontare una crisi strutturale destinata a protrarsi nel tempo. I tecnici ricordano che a fronte di un offerta debole – per una carenza di centrali e di capacità di importazione limitata – l?unica strada per ora è quella di invitare i cittadini al risparmio. Ma gli operatori aspettano con ansia il decreto legge annunciato da Marzano che, dovrebbe prevedere un aumento dei limiti consentiti per le temperature delle acque di scarico delle centrali nei fiumi, consentendo agli impianti di lavorare a ritmi più sostenuti. Con la modifica – aveva detto il ministro – si possono avere infatti circa 2 mila mw in più. Una quantità non indifferente, considerato che i tecnici del gestore della rete stanno lavorando sul crinale di un equilibrio tra domanda e offerta che rischia di saltare solo per poche centinaia di mw. Di consumi cioè pari a quelli di 500-800 mila famiglie.
L?Enel intanto prepara il suo piano anti-black-out che come ha anticipato l?amministratore delegato Paolo Scaroni sarà esaminato domani dal consiglio di amministrazione: un piano di emergenza che prevede la possibilità di fornire al Paese 1.200 mw in più in un anno, riattivando solo per i momenti di emergenza, le centrali che la società ha dovuto fermare per rispettare le quote di mercato imposte dalla liberalizzazione. E, ancora, il piano di Scaroni prevedrebbe la possibilità di anticipare un investimento per la trasformazione di un ciclo combinato che permetterebbe, entro 24 mesi, di aumentare l?offerta di altri 400 mw. Per un totale di offerta in più che l?Enel potrebbe dare al paese quindi di 1.600 mw in due anni. Commentando la situazione, il ministro Marzano si è detto comunque preoccupato anche in prospettiva, temendo che la crisi strutturale del sistema possa acuirsi nei prossimi anni con una domanda di elettricità legata alla ripresa economica. La Procura di Roma ha intanto archiviato come «non reato» la denuncia presentata dal Codacons nei confronti dell?erogatore italiano di energia, in seguito al black-out.


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