1 Luglio 2003

Oggi nessun black-out, ma il futuro è al buio



ROMA ? Oggi possiamo stare tranquilli: non ci sarà alcun black-out nell`erogazione di energia elettrica come, del resto, è avvenuto ieri. Una giornata che gli italiani hanno vissuto con il fiato sospeso e le gambe allenate a far senza dei comodi ascensori. Ma nessuno, a cominciare dal ministro delle Attività Produttive Antonio Marzano, garantisce sul futuro, anche quello più immediato. «Non giurerei sui prossimi giorni ? ha detto il ministro ? perché le temperature sono elevate». E non ci aspettano tempi migliori neanche in inverno. «Che cosa accadrà ? si è chiesto Marzano ? quando invece dei condizionatori si accenderanno i termosifoni?». Ancora più in là: «Quando l`economia si sarà sviluppata, nel corso dei prossimi tre anni», come andranno le cose?
Per tornare a oggi la situazione si regge sul filo. E lo sa bene il capo della Protezione civile Guido Bertolaso che non esclude di poter dichiarare lo stato di emergenza. Insomma, la crisi c`è ed è strutturale quindi ha bisogno di interventi ad ampio raggio. Il primo è quello previsto dal decreto legge annunciato da Marzano che, consentendo una maggiore temperatura delle acque di scarico, permetterebbe agli impianti di lavorare a ritmi più sostenuti e `ricavare` all`incirca 2 mila Mw in più. Perché la `crisi` spiegano gli esperti, si gioca su cifre tutto sommate contenute. A mettere in difficoltà l`intero sistema sarebbe l`equivalente dei consumi di circa 500-800 mila famiglie. Il sistema entrato in crisi si fonda su un`offerta (poche centrali disponibili e capacità di importazioni limitate) che non riesce più, in particolari situazioni di punta, a far fronte alla domanda.
Ci si attrezza, allora, per trovare l`energia mancante. L`Enel ha preparato il suo piano che sarà esaminato domani in consiglio di amministrazione. Si tratta di una possibilità per ricavare 1.200 Mw in più rimettendo in funzione le centrali che sono state fermate per rispettare le quote di mercato dettate dalla liberalizzazione.
Si cerca, dunque, una soluzione che consenta di uscire in modo stabile dall`emergenza mentre sullo sfondo restano le polemiche tra chi è a favore e chi è contro le centrali nucleari.Ma l`Italia ha fatto una scelta e il problema è più immediato. Talmente immediato che la Margherita chiede con urgenza che il governo si presenti alle Camere per riferire sullo stato della crisi e, soprattutto, sulle misure studiate per risolverla.
L`attesa, per quanto allietata dalla notizia che oggi non dovremo fare a meno dell`aria condizionata, alimenta comunque le polemiche. Sul “buio“ della settimana scorsa ieri è tornato anche il presidente di Confidustria Antonio D`Amato secondo il quale «è inaccettabile mettere il Paese in gionocchio bloccando le imprese nel loro lavoro e i cittadini negli ascensori». D`Amato ha poi insistito: «Il nostro Paese non sa fare sviluppo. Per questo non è vero che non si debba ripensare ad una nuova stagione di politica industriale per l`Italia».
Polemiche alle quali seguono anche le denunce. La Procura di Roma ha perto un fascicolo (ma un modello 45, relativo cioè a notizie che non costituiscono reato) in seguito al fax inviato a piazzale Clodio dal Codacons che ipotizzava, contro i principali enti elettrici, l`interruzione di pubblico servizio. Ma per i magistrati romani non c`è reato e quindi non ci sarà neanche indagine. Botta e risposta, invece, tra Enel e Confconsumatori ai quali l`azienda elettrica risponde scaricando le responsabilità sul Gestore.

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