29 Giugno 2003

Torboli sereno: «Abbiamo lavorato bene»

Torboli sereno: «Abbiamo lavorato bene»

Il primario si difende e critica l`assenza di corsi di formazione per il personale



TRENTO. Il primario del pronto soccorso dell`ospedale Santa Chiara dottor Pieluigi Torboli si dice sereno dal punto di vista professionale. Ammette di aver appena ricevuto una segnalazione dell`assessore provinciale alla sanità, Mario Magnani, ma relativamente ad un caso specifico di un paziente passato per il pronto soccorso: «Ho colto l`occasione per una verifica ed ho riscontrato – ha commentato il dottor Torboli – che in quella giornata abbiamo avuto un grosso flusso di pazienti e li abbiamo gestiti normalmente». Conclusione: «Dopo aver documentato tutto quello che abbiamo fatto quel giorno posso dire che abbiamo lavorato bene». Alla stessa conclusione il primario del pronto soccorso arriva parlando dell`attività trimestrale del pronto soccorso: «Dopo aver visto i tabulati dei primi tre mesi dell`anno posso testimoniare che abbiamo lavorato bene». Insomma tutto bene, al pronto soccorso, per il primario Torboli. «Ma anche per la procura della Repubblica», sottolinea il primario ricordando che l`indagine, aperta un anno fa in seguito ad un esposto presentato da Codacons sul trattamento riservato ad un paziente, si è chiusa positivamente «con il riconoscimento che abbiamo ben operato». Il presidente dell`Associazione consumatori Codacons Pasquale De Matthaeis aveva segnalato alla Procura della Repubblica il caso di un cittadino che aveva trascorso sei ore al pronto soccorso del Santa Chiara per completare tutto l`iter diagnostico seguito ad un incidente stradale verificatosi a Pergine. La Procura ha terminato l`accertamento con l`archiviazione del caso.
Il primario Torboli non nega, invece, che il personale dopo aver a lungo sofferto i problemi della carenza infermieristica, possa trovarsi in condizione di stanchezza estrema. Senza mai fare riferimento esplicito a casi di «born – out», che è l`esaurimento nervoso che colpisce gli operatori sanitari più esposti all`aggressività dei pazienti ed alla severità delle patologie che devono trattare, fa capire che il pronto soccorso sta pagando un duro prezzo.
«Noi abbiamo chiesto dei corsi di formazione per stimolare nel nostro personale la capacità di affrontare l`utente, anche quello più aggressivo senza creare tensione e contro i rischi di born out ma ne è stato fatto soltanto uno, che tra l`altro non ha coinvolto tutto il personale». Come dire: se ogni tanto non siamo cortesi come vorremo la colpa è anche dell`assessore che non ci ha dato i corsi.

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