Rc auto, le tariffe della discordia
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fonte:
- L`Unità
Il presidente degli assicuratori Cerchiai dice che quest?anno i rincari saranno certamente inferiori al 6% Rc auto, le tariffe della discordia L?Ania sostiene che gli aumenti sono modesti. I consumatori protestano: bugie
ROMA Strano che in occasione dell?assemblea Ania il presidente Fabio Cerchiai non annunci, trionfante, che le polizze Rc auto starebbero già calando a ritmo del 4%, come ha fatto tre giorni fa la Coalizione dei consmatori in onore del protocollo siglato il 5 maggio scorso dalle otto associazioni (altre sei non hanno firmato) e le compagnie. Non solo il presidente non ne ha fatto cenno, ma ha anche aggiunto che per il 2003 si prevede un aumento «decisamente al di sotto del 6%», senza fornire un dato preciso. È uno dei misteri della «matassa» Rc auto, sul tavolo dei governi ormai da anni. Una partita tanto complicata che anche sulle cifre si è lontani dalle certezze. Per il 2002 l?Istat certifica un aumento medio dei prezzi dell?11,7%. Per Cerchiai, naturalmente, il calcolo non è esatto: mancano le doverose «depurazioni». Così per gli assicuratori le tariffe dell?anno scorso sono aumentate del 6,2%, quasi la metà di quanto sostiene l?istituto di statistica, parte «terza» e indipendente. Sui numeri continua la querelle anche tra i consumatori.
Secondo l?Intesa (che non ha siglato il protocollo della discordia) gli aumenti nel mese di luglio toccano punte del 36%. Altro che primi segnali di calo. I rincari nei grandi capoluoghi di provincia vanno da un minimo del 2,5% ad un massimo dell?11% per il diciottenne assicurato e da un minimo del 9% circa a un massimo di 35-36% per il quarantenne. «Alla luce di questi risultati – dice l`Intesa a margine dell`assemblea annuale dell`Ania – i consumatori chiedono al ministro Marzano di dare conto agli utenti Rc auto dei criteri di calcolo con i quali si è pervenuti ad una asserita riduzione delle tariffe che al momento ci sembra inesistente». In occasione dell?assemblea comunque il presidente comunque fa luce sullo stato dell?arte del sistema. Il ramo Rc auto ha raggiunto l?equilibrio di bilancio solo nel 2002. Per raggiungere l?obiettivo della riduzione dei prezzi, secondo Cerchiai, occorre depurare i costi dei risarcimenti da tutte le voci «improprie», come «tentativi di speculazione, richieste esagerate». «Tutto questo le assicurazioni lo combattono già con proprie strutture e ancor meglio potranno farlo una volta completata la banca dati dell`Isvap». Per combattere tutto questo, secondo l?Ania, servirebbe innanzi tutto affrontare la questione della frequenza dei sinistri con danno alla persona, che nel nostro Paese si riscontra nel 26% dei casi, contro una media Ue del 10%. Secondo Cerchiai, se si rimodulassero i risarcimenti sui danni lievi, le polizze potrebbero scendere anche del 10%. A questo proposito il presidente ricorda il modello francese. Qual è questa ricetta d`oltralpe? Estremo rigore nell`accertamento e liquidazione dei danni alla persona di lieve entità, escludendo comunque conseguenze permanenti per tutta quella serie di traumi minimi «che invece in Italia risultano sistematicamente valutati con l`attribuzione di uno o due punti percentuali di invalidità permanente». Ma non è certo questa la sola «anomalia» lamentata dal presidente dell`Ania, sottolineando come quello dei costi dei risarcimenti «resti il terreno sul quale si gioca tutta la partita»: mancano infatti ancora i decreti attuativi della legge di riforma del settore. Entro quest`anno, ha anche assicurato Cerchiai, verranno estese a tutto il territorio nazionale le procedure di conciliazione per i sinistri della rc auto, traguardo che si potrà raggiungere solo con la piena collaborazione delle rappresentanze dei consumatori.
L?altra proposta per ridurre i costi riguarda la costituzione di una sorta di «bad company» a cui «accollare» i costi degli automobilisti meno rispettosi delle regole. In questo modo le diseconomie non peserebbero su tutto il sistema, ovvero su tutti gli assicurati.
Cerchiai si spinge anche oltre, chiedendo una modifica dell?obbligo di assicurazione, previsto soltanto nel nostro Paese. In questo modo nascerebbero compagnie di nicchia, con prodotti confezionati su misura per tipologie di clienti. Questi prodotti farebbero un pressing sui prezzi anche delle compagnie «generaliste». Dal «podio» degli assicuratori arriva anche un appello: un patto sociale per la sicurezza stradale, con l?obiettivo di diminuire di almeno duemila unità all?anno i morti per incidenti stradali. Per raggiungere questo obiettivo «non possiamo essere soli – sottolinea Cerchiai – poiché le assicurazioni da sole già possono fare qualcosa ma bisogna far sedere al tavolo anche l`Aci (con il quale sono già in corso contatti), l`Anas, le Autostrade, le Case automobilistiche».
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